Ddl scuola, depositato maxi emendamento in Commissione Senato. Ipotesi fiducia sempre più concreta

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Il testo dei relatori scontenta le opposizioni. Lega e M5s non ritirano le oltre 800 modifiche presentate. Renzi: “Se la riforma andrà in porto ci saranno 100mila assunzioni. Altrimenti 20-25mila”.  

di Salvo Intravaia  la Repubblica,  23.6.2015.  

ROMA – Ore cruciali per la riforma della scuola in commissione Istruzione al Senato dove, intorno alle 14, si è conclusa  la seduta per l’esame del ddl. Allo scopo di velocizzare l’iter della legge, i relatori Francesca Puglisi (Pd) e Franco Conte (Api) hanno depositato un testo di sintesi e mediazione, che ha la forma di un maxi emendamento e che accoglie alcune modifiche dei gruppi parlamentari di opposizione. Ma, di fronte al rifiuto delle minoranze di ritirare la grande mole di emendamenti presentati (circa 3mila), l’ipotesi di porre la fiducia sul provvedimento si fa sempre più concreta. La questione di fiducia potrebbe essere presentata dal governo già questo giovedì nell’aula di Palazzo Madama.

SCHEDA Ecco il testo del maxi emendamento

Ma il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, presente in commissione assieme al sottosegretario Davide Faraone, è ottimista: “L’emendamento interamente sostitutivo presentato dai relatori è un ottimo lavoro di sintesi che accoglie alcune richieste e che contiene la fattibilità del piano delle assunzioni. Spero che il ddl vada a buon fine”, ha commentato al termine dei lavori. E ha sottolineato che il provvedimento “mette 3 miliardi nelle casse della scuola pubblica”.

Intanto il premier Matteo Renzi da Courmayer ha ribadito lo stesso concetto già espresso ieri: “Se il progetto della buona scuola andrà avanti avremo 100mila assunzioni in più. Se non andrà in porto, ci sarà il regolare turn-over: non 100mila, ma 20-25mila assunzioni”. E ha aggiunto che “non è previsto nessun cambio del calendario delle vacanze nella riforma della scuola. Di questo parleremo solo dopo che sarà approvato il ddl”.

Prima della seduta, iniziata con un’ora di ritardo alle 11.30, si sono svolti una serie di incontri tra i relatori, esponenti della maggioranza, il presidente della commissione Andrea Marcucci e il ministro Giannini.  Alle 15 sarà convocato l’ufficio di presidenza  per decidere il termine per la presentazione dei sub emendamenti al nuovo testo base dei relatori. Mentre alle 16.30 sono stati convocati tutti i presidenti dei gruppi parlamentari di Palazzo Madama per riscrivere il calendario dei lavori del Senato nel caso il ddl vada in aula senza il mandato al relatore e con l’apposizione della fiducia da parte del governo. In assenza, infatti, di un accordo in commissione sul testo, e senza il ritiro degli emendamenti da parte delle opposizioni, il ddl scuola diventerà il maxi emendamento stesso, destinato ad arrivare in aula giovedì e su cui potrebbe appunto venir posta la fiducia.

Rispetto al testo della Camera, al Senato rientrerebbe l’assunzione al primo settembre degli idonei del concorso del 2012 inizialmente rimandata al 2016. Il concorso 2016-2019 verrebbe bandito entro il 1° ottobre 2015. E potrà parteciparvi chi ha più di 36 mesi di supplenze.
Il testo dei relatori, tuttavia, scontenta le opposizioni che, pur avendone dato una lettura ancora superficiale, sono concordi nel dire che di fatto “l’impianto rimane lo stesso” e che quindi gli emendamenti di Sel, M5S e Lega resteranno e non saranno ritirati. Da parte sua, invece, la relatrice Francesca Puglisi ha sostenuto, al termine della riunione della commissione Istruzione del Senato, che il maxiemendamento “raccoglie quanto ascoltato durante le audizioni, tiene conto del dibattito svolto in commissione e raccoglie diverse richieste delle opposizioni. Ci sono – ha spiegato – dei miglioramenti ad esempio nei criteri per la quota premiale per i docenti”. E ancora, ha difeso “la buona scelta” della ‘chiamata diretta’ dei presidi e ha sostenuto: “I dirigenti scolastici non sono manager né sceriffi ma persone responsabili degli esisti della scuola”.

Sull’ipotesi di porre la fiducia, Marcucci ha commentato: “Valuterà il governo, ma certo il ddl sulla scuola è urgente”. Mentre Roberto Speranza, leader dell’area bersaniana della minoranza Pd, ha detto che la fiducia sarebbe una sconfitta per il Parlamento.
Intanto  l’Anief fa sapere che sono 70mila i precari pronti a ricorrere in tribunale: “Se il testo dovesse rimanere immutato – afferma il sindacato in una nota – rimarranno fuori tutti gli insegnanti che hanno frequentato i corsi di abilitazione Pas o i Tfa, oltre a coloro che hanno conseguito il titolo all’estero e in Scienze della formazione primaria dopo il 2011”.

DOCUVIDEO: La rivolta dei Prof

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