DdL Scuola, dov’è la copertura finanziaria?

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   La Tecnica della scuola  Sabato, 16 Maggio 2015.

Renzi oltre a rischiare il debito scolastico in italiano, visto la sua scarsa cultura “umanista” piuttosto che quella umanistica, rischia seriamente di essere respinto anche in matematica.
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Il Presidente del Consiglio sembra che sulla riforma della scuola, non abbia fatto bene i conti. Infatti, dalla Commissione Bilancio della Camera dei deputati fanno osservare che per l’attuazione di alcuni pezzi strategici della riforma, mancano le coperture finanziarie.

Ma per cosa mancherebbero le coperture finanziarie? Principalmente per l’organico funzionale, che andrebbe a raddoppiare i posti realmente disponibili. E poi c’è anche il problema di una giusta ed equa ripartizione dei docenti da immettere in ruolo regione per regione.

I criteri per la formazione degli organici non potranno in alcun modo derogare quanto previsto nel D.P.R. n. 81 del 2009. Ricordiamo che il tale D.P.R. è seguito al vincolante e inflessibile art. 64 della legge finanziaria del 2008.

In buona sostanza sembrerebbe che l’organico funzionale potrà anche attendere tempi migliori, in quanto non si potrà pregiudicare la realizzazione degli obiettivi di risparmio previsti, come abbiamo detto, nel D.P.R. n. 81 del 2009.

Quindi la riforma rischia di non risolvere nessun problema della scuola, ma di aggravarli seriamente. Per la Commissione Bilancio della Camera, non esisterebbero risorse per lo staff dell’autonomia, che avrebbe dovuto garantire ai dirigenti scolastici, il 10% dei docenti distaccato sull’organico dell’autonomia.

Beffa delle beffe, non ci sarebbero nemmeno i quattrini per evitare il rientro in classe dei vicari distaccati. E poi c’è anche la mancanza di coperture per la tanto strombazzata e obbligatoria formazione dei docenti.

Tutto questo ha dell’incredibile e dovrebbe essere immediatamente smentito dallo stesso Premier Renzi, che è salito in cattedra a pontificare una riforma della scuola che fa acqua da tutte le parti. E poi che dire: “la matematica non è certamente un’opinione, come si fa a sbagliare i conti di una riforma che di buono aveva solo i punti per cui pare manchino i soldi?”. Adesso i sindacati, tutti gli insegnanti, gli studenti, i genitori ed anche i dirigenti scolastici, hanno il diritto di sapere se le risorse finanziarie ci sono veramente o se come al solito a pagare saranno sempre gli insegnanti, con carichi di lavoro in più e con uno stipendio sempre più magro.

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