Ddl scuola, Giannini: non temo si scardini impianto

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Il disegno di legge di riforma della scuola ‘è in Parlamento, i parlamentari fanno il loro mestiere,
non lo abbiamo mandato lì per gioco ma perché ci possa essere un arricchimento’

Ansa, 22.4.2015

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Il disegno di legge di riforma della scuola “è in Parlamento, i parlamentari fanno il loro mestiere, non lo abbiamo mandato lì per gioco ma perché ci possa essere un arricchimento, un miglioramento, anche un dibattito aperto, non ho nessun timore che si scardini l’impianto”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, commentando a Rtl Radio le voci di un dimezzamento della riforma. Scardinare l’impianto del provvedimento, secondo il ministro, “non è nelle forze di maggioranza e neanche di tutti coloro che hanno capito che per la prima volta dopo tanti, tanti anni non si gioca con la scuola ma si danno soldi, si danno insegnanti e si va nella direzione giusta”.
C’è un altro mondo nella scuola che non la pensa affatto come i sindacati, ha detto il ministro Giannini commentando lo sciopero del 5 maggio. “Hanno indetto lo sciopero quelle forze che nella scuola – ha aggiunto – hanno avuto finora l’unica voce autorevole e ascoltata, cioè i sindacati che hanno tutto il diritto di esprime il loro parere, ma c’è un altro mondo che è quello di 8 mln di studenti, di 16 mln di genitori, di 15-20 mln di nonni che non la pensano come chi sarà in piazza il 5 maggio”. “Quello che è difficilmente comprensibile – ha spiegato il ministro Giannini – è vedere una reazione negativa di fronte ad un governo che per la prima volta dopo decenni inverte un processo perverso che ha tolto 80mila insegnanti dal 2009 al 2012 (quella sì che è una scuola dimezzata), che ha messo 4 miliardi freschi sul conto corrente della scuola italiana, che ha finalmente messo mano alla matassa ingarbugliata del precariato storico e, soprattutto, che da’ una prospettiva mettendo in ordine quello che è il ripristino della Costituzione. Tutto questo vuol dire far virare un transatlantico, è un processo che parte quest’anno e che richiederà alcuni anni per andare a regime. E’ una svolta storica e dunque – ha concluso il ministro – non è molto comprensibile vedere reazioni negative”.
L’anagrafe dell’edilizia scolastica verrà presentata a breve, ha assicurato il ministro dell’Istruzione spiegando che la diffusione, prevista per oggi è slittata perché mancano all’appello i dati di alcune regioni. Intervenendo a Rtl Radio il ministro ha ricordato che circa 8 mila interventi sono stati già cantierati e ultimati e che nel ddl di riforma sono stanziati 40 milioni per valutare in tutte le scuole se i controsoffitti sono solidi. “Appena il ddl verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale avremo la possibilità di avviare immediatamente questo processo di valutazione”.

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