DDL Scuola. Minoranza PD: riscrivere art. 10 e assumere anche abilitati con 3 anni di servizio. Il pressing su Renzi

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Orizzonte Scuola  2.6.2015.  

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Riscrivere totalmente l’articolo 10 del ddl Scuola, sul piano straordinario di assunzioni, in modo tale da prevedere, in particolare, l’assunzione anche degli abilitati Tfa.

Lo chiede la minoranza del Pd al Senato che ha presentato sul ddl Scuola diversi emendamenti in commissione Istruzione che vanno in questa direzione.

In particolare un emendamento a prima firma Miguel Gotor (Pd) e sottoscritto da altri 15 senatori della minoranza, chiede che il piano di assunzioni sia “pluriennale”, per la copertura di posti vacanti di tutti gli insegnamenti “ivi compreso il sostegno” e che preveda l’assunzione a tempo indeterminato di “personale docente ed educativo incluso nelle graduatorie ad esaurimento del personale docente di cui all’articolo 1, comma 605, lettera c) della legge 296/2006, nelle graduatorie di merito in vigore, nonché di abilitati con Pas, Tfa e comunque abilitati in possesso di un servizio pregresso a tempo determinato per un periodo continuativo non inferiore a 180 giorni ovvero quello valutabile come anno di servizio intero per tre anni scolastici anche non consecutivi, atteso che il suddetto requisito si raggiunge anche cumulando servizi prestati, nello stesso anno e sul medesimo insegnamento, incluso il sostegno, nelle scuole statali, paritarie e nei centri di formazione professionale”.

Lo stesso emendamento prevede che le assunzioni sia disposte con dlgs e dovranno attingere dalle graduatorie del concorso pubblico del 2012, dalle graduatorie ad esaurimento “e da una erigenda graduatoria regionale degli abilitati”

Un pressing su Renzi che si mostra compatto dopo il risultato delle elezioni e alla ripresa dei lavori parlamentari, oggi in Senato, sul ddl Scuola.

A chiedere modifiche anche Gianni Cuperlo, intervistato da Repubblica “Renzi ha vinto il congresso e deve guidare il Pd, ma questo voto rende giustizia alla battaglia di molti tra noi per correggere la delega lavoro, le riforme di Costituzione e legge elettorale, la buona scuola”.

E ancora, Roberto Speranza, ex capogruppo Pd alla Camera e leader di Area Riformista : “Bisogna ascoltare il Paese. Ben 618mila persone poche settimane prima del voto hanno scioperato contro un provvedimento che ritengono ingiusto, la riforma della scuola”. “Il Pd deve riaprire un dialogo serrato con studenti, docenti e costruire i necessari aggiustamenti alla riforma”.

A dare man forte a Renzi Maurizio Sacconi, presidente della Commissione Lavoro del Senato “Un primo banco di prova sarà la riforma della scuola. Obiettivi quali la responsabilità gestionale dei dirigenti, la valutazione della qualità didattica, la libertà delle scelte educative non possono essere messi in discussione pena la perdita di credibilità della complessiva azione di governo e la sua trasfigurazione nella tradizionale impostazione ideologico-corporativa della sinistra italiana”.

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