DdL Scuola: pronto il nuovo stile di vita degli insegnanti

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,   La Tecnica della scuola  Lunedì, 25 Maggio 2015.  

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una riflessione del nostro lettore, Agostino Del Buono, sul disegno di legge di riforma della scuola.

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L’insegnante, il buon insegnate che esercita bene questa delicata attività, progetta il percorso scolastico dei propri studenti e lo adatta a ciascuno di loro. Pone attenzione ad una serie di problemi non solo tra gli studenti normodotati ma soprattutto cerca di sciogliere quel «nodo intrecciato» con chi ha problemi di BES, DSA, e altri problemi piccoli o gravi che siano.

Il lavoro dell’insegnante, del buon insegnante, non è solo questo che di per se è già enorme, ma nelle ore pomeridiane, quelle in cui non siano calendarizzati altri impegni scolastici del tipo “consigli di classe”, “collegio dei docenti”, “scrutini quadrimestrali”, “Riunioni per dipartimento” ecc… studia, si aggiorna continuamente sia nella propria disciplina, sia sulle nuove tecnologie applicate alla didattica con la LIM, il TABLET ecc.

Un altro compito da assolvere nella propria “casa-ufficio” è quello di confezionare test relativi ad un particolare segmento o percorso scolastico così come lo fanno gli Enti di ricerca a suon di milioni. Insomma, se fa tutto questo è perché si sente partecipe della comunità scolastica, lo fa affinché gli studenti siano sempre informati ed eruditi al meglio, aggiornati. Lo fa per un loro futuro, per un loro domani migliore di quello che stiamo attraversando.

Ognuno per la propria disciplina è “unico”, “insostituibile”. E’ uno straordinario “prof” che di tanto in tanto dà anche alcuni consigli, quelli che forse i genitori delegano al mondo della Scuola. Il lavoro dell’insegnante è complesso ed articolato: spesse volte viene lodato dagli alunni, nella maggior parte dei casi quando assegna un voto positivo che va dal 6 al 10; altre volte non viene visto di buon occhio dagli studenti e dai loro genitori, quando il voto è negativo e viene assegnato un votazione che va dall’1 al 5.

Insomma, l’insegnante sta lì a fare il proprio dovere: valutare gli elaborati: scritti, pratici ed esposizione orale, valutare la preparazione di uno o più argomenti trattati, e così via dicendo.

E’ un lavoro “innato”, un lavoro “intrinseco”. Sente che il suo lavoro potrà essere utile a quello studente che ha di fronte, alla società futura, alla nuova generazione.

Ma tutto questo lo fa senza guardare allo stipendio che è fermo da ben “otto anni”. Nonostante gli aumenti continui di tutti i prodotti in commercio, lo stipendio si è fermato ad “Eboli”.

Da un paio di mesi a questa parte, l’insegnante sente parlare a manca e a destra, di immissioni in ruolo dopo 15-20 anni di precariato di ben 100 mila insegnanti; una Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente equivalente ad un “bonus di povertà” di 500,00 euro che verrà elargito a tutti gli insegnanti di ruolo in un’unica “tranche” che potrà essere utilizzato per: l’acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di natura didattico-scientifica, di pubblicazioni e di riviste riferite alle materie di insegnamento e comunque utili all’aggiornamento professionale, per l’acquisto di hardware e software, per l’iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l’ingresso a musei, mostre ed eventi culturali, nonché per iniziative coerenti con le attività individuate nell’ambito del piano dell’offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione di cui al comma 4 del DdL Scuola approvato dalla Camera dei Deputati proprio in questi giorni.

Insomma, per la formazione dei docenti di ruolo il Governo investirà 381,137 milioni di euro annui per l’anno 2015/2016.

Per l’attuazione del Piano nazionale di formazione e per la realizzazione delle attività formative viene autorizzata la spesa di euro 40 milioni annui a decorrere dall’anno 2016.

Mentre, per la valorizzazione del merito del personale docente è istituito presso il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca un apposito fondo, con lo stanziamento di euro 200 milioni annui a decorrere dall’anno 2016, ripartito a livello territoriale e tra le istituzioni scolastiche in proporzione alla dotazione organica dei docenti, considerando altresì i fattori di complessità delle istituzioni scolastiche e delle aree soggette a maggiore rischio educativo, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

Non dimentichiamo infine che l’attuale Governo di centro-sinistra (PD) ha approvato un emendamento a firma di Simona Malpezzi (PD) ed altri, di elargire 8 milioni di Euro l’anno a partire dall’anno 2016 all’Invalsi, ente di ricerca del settore istruzione.

Insomma, signori miei, il “povero insegnante” che fino a ieri non poteva concedersi neanche un caffè ed una brioche al bar, dal giorno dopo dall’approvazione di questo DdL sulla Scuola, potrà permettersi non solo di portare ogni giorno al bar la propria famiglia a far colazione, ma anche di andare al ristorante ogni domenica, avere la «Ferrari» con l’autista sotto casa, avere un mutuo dalle Banche per acquistare una casa, avere i soldi per andare alle Maldive, spendere soldi per l’acquisto di libri, per l’acquisto di software, hardware, potrà investire nella formazione universitaria, iscriversi ad una laurea magistrale, specialistica, master universitari, portare la famiglia ad una serie di rappresentazioni teatrali, cinematografiche ecc…

Tutto questo grazie a coloro che hanno saputo redigere il DdL Scuola e coloro che lo hanno approvato alla Camera dei Deputati.

Gli ottocentomila insegnanti che hanno preso parte allo sciopero del 5 maggio scorso contro il DdL Scuola, ringraziano i politici così attenti ai problemi degli insegnanti e della Scuola in generale, ringraziano per aver elargito tutti questi milioni di euro in un solo colpo, per aver fatto transitare nel «nomadismo triennale» gli insegnanti a tempo indeterminato, ringraziano per avere uno stipendio da favola, per aver accolto le sigle sindacali ed associazioni di insegnanti ed elaborato assieme questa nuova Scuola che partirà il prossimo anno se avrà il consenso anche dei Senatori. Ringraziano inoltre il Governo di centro-sinistra (PD) per aver sottoscritto il Contratto collettivo nazionale di lavoro ed aver adeguato la situazione economica del docente degli stipendi innalzandoli a quelli degli altri Paesi Europei.
Ad maiora!

GILDA VENEZIA - Associazione Professionale GILDA degli INSEGNANTI - Federazione Gilda Unams

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