DDL Scuola. Tutela legge 104, maternità, sovrannumerari mettono a rischio gli albi territoriali?

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di Lalla

Il progetto del DDL Scuola, se approvato nei termini in cui è stato presentato dal Governo, rischia di infrangersi nella sua attuazione pratica alla luce di alcuni elementi che in esso non vengono prese in considerazione, e che quindi svolgeranno la funzione di “variabili impazzite”.

Sappiamo, dalla lettura del DDL, che il Dirigente Scolastico propone gli incarichi di docenza per la copertura dei posti assegnati all’istituzione scolastica ai docenti iscritti negli albi territoriali, nonchè al personale docente già di ruolo in servizio presso altra istituzione scolastica.

Gli incarichi sono di durata triennale, rinnovabili.

La semplifichiamo, ma detto così, sembrerebbe che ogni docente potrà “costruire” una scuola ottimale per gli obiettivi che vorrà raggiungere. E, detta così, se vivessimo sulle nuvole, perchè non dovrebbe piacerci?

Ma lavoriamo nelle scuole, siamo insegnanti anche non più giovani, facciamo ogni giorno i conti con difficoltà che nel DDL non vengono prese in considerazione.

Alcune di queste le abbiamo già citate nel titolo del pezzo: il DS avrà potere anche su insegnanti tutelati dalla legge 104, potrà impedire ai genitori con figli minori di 3 anni di proporsi per la sede più vicina alla famiglia e – se vogliamo trascurare le tutele di legge -come verranno sistemati i sovrannumerari (ci saranno ancora sovrannumerari o l’organico di autonomia si farà carico di assorbire tali figure?)

Alla stregua di quei docenti di ruolo che hanno proposto volontariamente mobilità e quindi soggetti alle regole degli albi territoriali?

E se invece tali tutele sono imprenscindibili, il progetto non verrà a perdere quello smalto che invece ne caratterizza l’impianto? Certo il Dirigente potrà essere fortunato e le professionalità rappresentate dagli insegnanti in questione potranno essere soddisfacenti per gli obiettivi dell’istituzione scolastica, e allora il problema si ammortizzerà, ma il problema di fondo rimane.

Perchè tali criticità non vengono menzionate nel progetto (sarebbe stato sufficiente scrivere “fatte salve le tutele di legge”) che a prima vista sembra comporre le scuole esclusivamente a misura dei bisogni formativi dell’utenza – e chi non vorrebbe fosse così – ma poi trascura di dirci quale potrà essere la soluzione ai problemi contingenti?

Si tratterà di una fase successiva delegata alla contrattazione con i sindacati? E quali saranno i tempi di realizzazione? In tale clima di incertezza l’ipotesi di una composizione degli albi territoriali nel corso dell’anno scolastico 2015/16 per l’avvio dal successivo si fa sempre più concreta, poichè è impensabile che da qui al 1° settembre tutti questi problemi, che si intrecciano con il piano assunzionale straordinario, possano essere risolti.

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