Ddl scuola, tutti gli emendamenti definiti nella febbre del sabato sera

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Tuttoscuola,  10.5.2015.

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In grande fretta, per la necessità di approvare il disegno di legge sulla scuola in tempo per procedere alle assunzioni per il settembre del 2015 e per potere presentare almeno approvata alla Camera la riforma della scuola per le elezioni regionali del 31 maggio, la VII Commissione Cultura ha definito nella notte di sabato 9 maggio il testo del provvedimento legislativo che sarà presentato al voto dei deputati.

Un elenco grezzo (grezzo, perché per esempio non sono stati tagliati i ‘doppioni’) degli emendamenti è stato pubblicato questa sera sul sito della Camera a questo link.

Per quello che concerne il reclutamento dei docenti, figurano come importanti modifiche:

  • il recupero dei soggetti inseriti nella graduatoria di merito del concorso 2012 nel piano assunzionale con decorrenza giuridica ed economica dal 1° settembre 2016, ma “nel limite dei posti dell’organico dell’autonomia vacanti e disponibili” (resterebbe, sia pur attenuato negli effetti, il rischio di incostituzionalità per una norma che antepone come prioritario l’esaurimento del canale del precariato storico rispetto a quello concorsuale di merito, e che potrebbe, tra l’altro, dar luogo a una pericolosa riproposizione del doppio canale con i vincitori del concorso 2015);
  • la previsione dell’attivazione di un concorso entro il 1° Ottobre 2015, per titoli ed esami, aperto ai soli abilitati all’insegnamento (con esclusione dei cosiddetti laureati d’annata, cui non verrebbe concessa una ‘finestra’ utile per l’abilitazione, con gli evidenti rischi di ricorso – con esito apparentemente favorevole – al Tar);
  • la valorizzazione nel prossimo concorso, fra i titoli valutabili in termini di maggior punteggio, de: “a) il titolo di abilitazione all’insegnamento conseguito a seguito sia dell’accesso ai percorsi di abilitazione tramite procedure selettive pubbliche per titoli ed esami, sia del conseguimento di specifica laurea magistrale o a ciclo unico; b) il servizio prestato a tempo determinato, per un periodo continuativo non inferiore a centottanta giorni, nelle istituzioni scolastiche ed educative statali di ogni ordine e grado” (qui si ha il tentativo di premiare il valore del titolo abilitante conseguito tramite Tfa piuttosto che quello conseguito mediante Pas, e ugualmente di premiare il titolo abilitante conseguito mediante la laurea in scienze della formazione primaria piuttosto che mediante il vecchio diploma magistrale – anche questo terreno giuridicamente assai incerto).

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