Decreto scuola, più fumo che arrosto

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dall’ufficio stampa della Gilda degli insegnanti,   13.5.2016

 Pollice verso della Gilda Insegnanti sul provvedimento votato ieri a Palazzo Madama

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“La montagna ha partorito il topolino: il decreto scuola, che ieri ha incassato la fiducia del Senato, è un pannicello caldo che ha lasciato inalterati chiamata diretta, ambiti territoriali e comitato di valutazione, cioè gli aspetti più deleteri della legge 107/2015”.

E´ un giudizio critico quello espresso dalla Gilda degli Insegnanti sul provvedimento votato ieri a Palazzo Madama.

Secondo il coordinatore nazionale Rino Di Meglio, il tanto sbandierato aumento dei compensi per i commissari e i presidenti di concorso è tanto fumo ma ben poco arrosto: “Si passa da 1.30 euro l´ora in media di lavoro a poco più di 2,50 euro lordi, una cifra che non valorizza assolutamente il lavoro svolto dai docenti. Inoltre, non è previsto alcun esonero o semiesonero all´attività didattica durante il periodo dell´esame, come invece aveva chiesto la Gilda”.

Critica la posizione anche sul finanziamento di 12,2 milioni di euro come contributo alle scuole paritarie a favore dell´inclusione degli allevi con disabilità, “una misura dalla nobile finalità – afferma il sindacato – ma concepita senza che si faccia riferimento all´organizzazione e agli organici dedicati alla disabilità che tali scuole dovrebbero attivare concretamente”.

“Da rilevare poi – conclude Di Meglio – che la decisione di posticipare dal 1 al 15 settembre l´assunzione per i futuri neo immessi in ruolo dimostra il grave stato di difficoltà operativa in cui versa il Miur”.

Roma, 13 maggio 2016
Ufficio stampa Gilda degli Insegnanti

Decreto scuola, più fumo che arrosto ultima modifica: 2016-05-13T22:08:57+00:00 da Gilda Venezia

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