Decreto-stralcio per stabilizzare i precari?/2. La posizione dei sindacati

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Tuttoscuola,  8.6.2015.

assunzioni4I sindacati hanno ritrovato, dopo molti anni, l’unità di azione nella mobilitazione della categoria contro il ddl di riforma della scuola, ma sugli obiettivi non sempre la pensano allo stesso modo, come, ad esempio, per la vexata quaestio della stabilizzazione dei precari.

Inizialmente, quando cioè i tempi di discussione del provvedimento erano lontani dalla conclusione, sembrava vi fosse unanimità nel chiedere lo stralcio della parte del ddl riferita alla stabilizzazione dei precari, ma ultimamente le posizioni si sono notevolmente differenziate, come è emerso anche nel corso delle audizioni in Commissione Istruzione del Senato la settimana scorsa.

E non si tratta di differenze di dettaglio, perché le richieste occupano un ventaglio di 180 gradi.

Per la Flc-Cgil la richiesta è sempre la stessa: “Si faccia un decreto sulle assunzioni e si apra un vero confronto per cambiare radicalmente e con i tempi necessari il disegno di legge. Non bastano piccoli aggiustamenti rispetto a un impianto inaccettabile e incostituzionale in molte parti”. 

La Gilda è su posizioni simili: “Stralciare dal ddl la stabilizzazione dei precari e trasformarlo in un piano pluriennale di assunzioni per tutti coloro che hanno maturato i requisiti, così da evitare ulteriori ingiustizie prima di bandire altri concorsi”.

La Cisl-scuola diverge da questa richiesta radicale e chiede “che, al fine di stabilizzare il rapporto di lavoro dei precari con 36 mesi di servizio, il piano straordinario sia integrato prevedendo anche la loro assunzione per ciascun ordine e grado di scuola e per ciascuna classe di concorso, ipotizzando per il piano una scansione pluriennale”.

Lo SNALS‐CONFSAL” rinnova la richiesta di prevedere un piano pluriennale (triennale) in cui risolvere le situazioni esistenti e, solo successivamente, avviare una corretta stagione concorsuale”.

La Uil Scuola, infine, conferma “la valutazione positiva in merito al piano di assunzioni, anche se non si comprende la esclusione per la scuola dell’infanzia e l’incertezza per il personale Ata”.

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