Dieci cose da sapere sulla «Buona Scuola»

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1. BUONA SCUOLA / Assunzioni per 100mila precari
Il piano straordinario di assunzioni riguarda oltre 100mila precari. Dal 15 settembre avranno una cattedra circa 45mila insegnanti: quelli delle graduatorie a esaurimento e i vincitori dei vecchi concorsi. Gli altri 44mila saranno nominati in corso d’anno per il potenziamento dell’offerta formativa ma saranno assegnati al futuro organico dell’autonomia solo dal 2016. Entro il 1° dicembre sarà bandito il concorso da 60mila posti riservato agli abilitati: quelli con Tfa e Pas avranno diritto a un punteggio aggiuntivo. Come spiega il Miur, grazie alle assunzioni la scuola avrà l’8% di docenti in più, per una media di 7 per ogni istituto. Limiti alla reiterazione dei contratti a termine: non si potrà andare oltre i 36 mesi, anche non continuativi per evitare la creazione di nuovi bacini di precari e rispettare le normative Ue.

2. BUONA SCUOLA / L’organico dell’autonomia
La riforma della scuola prova a rendere operativa l’autonomia scolastica. Ogni scuola dovrà predisporre un piano triennale, rivedibile annualmente, che dovrà indicare tutte le priorità didattiche e organizzative che si intendono realizzare. Nascerà anche, ma dal 2016, un organico dell’autonomia, aggiuntivo rispetto a quello di diritto, che dovrà realizzare le novità individuate dall’istituto e nel quale confluiranno 55mila dei 100mila nuovi assunti.

3. BUONA SCUOLA / I nuovi poteri dei presidi
I presidi diventano “leader educativi” e possono chiamare direttamente i docenti dell’autonomia, ma questa facoltà nel passaggio al Senato è stata ridimensionata e rinviata di fatto al 2016. Poteri ridotti anche sul fronte del Piano dell’offerta formativa, che sarà “collegiale”. L’operato dei presidi sarà valutato ogni tre anni da ispettori ministeriali e all’esito della valutazione sarà collegata la retribuzione di risultato. L’altra novità introdotta a Palazzo Madama è che sono specificati nel ddl i criteri per valutare i dirigenti scolastici: competenze gestionali e organizzative, valorizzazione dell’impegno e dei meriti professionali, apprezzamento del proprio operato nella comunità, contributo al miglioramento del successo formativo e scolastico degli studenti, direzione unitaria della scuola.

4. BUONA SCUOLA / La valutazione e il merito
Il provvedimento destina 200 milioni l’anno dal 2016 alla valorizzazione del merito del personale docente. La distribuzione alle scuole terrà conto dei territori con maggiori criticità educative. Gli insegnanti saranno valutati ed eventualmente premiati, ma si partirà soltanto in via sperimentale, in attesa delle linee guida nazionali del ministero dell’Istruzione. Il maxiemendamento del governo cambia la composizione del comitato di valutazione: oltre al preside, che lo presiede, ci saranno tre docenti della scuola, due rappresentanti dei genitori (o un rappresentante dei genitori e uno degli studenti per le superiori) e un componente esterno individuato dall’Ufficio scolastico regionale che può essere un professore, un preside, un ispettore tecnico.

5. BUONA SCUOLA / Alternanza scuola-lavoro
L’alternanza scuola-lavoro diventa strutturale con uno stanziamento di 100 milioni l’anno: almeno 400 ore nell’ultimo triennio degli istituti tecnici e professionali e 200 ore in quello dei licei. L’alternanza si potrà fare in azienda ma anche in musei ed enti pubblici, compreso il Coni, anche d’estate e all’estero. Sarà predisposta una Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza e i ragazzi partecipanti potranno valutare l’efficacia dei percorsi effettuati. Inoltre sarà istituito un Registro nazionale dell’alternanza in cui saranno visibili enti e imprese disponibili. Una parte dei fondi che lo Stato stanzia per gli istituti tecnici sarà legata (per il 30%) agli esiti dei diplomati nel mondo del lavoro. Altri 90 milioni (che diventeranno 30 all’anno dal 2016) sono destinati subito per l’innovazione didattica e la creazione di laboratori territoriali, aperti anche nel pomeriggio, per orientare i giovani al lavoro.

6. BUONA SCUOLA / Una card per i docenti
Con il ddl arriva la Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione dei docenti: si tratta di un voucher di 500 euro l’anno da spendere in aggiornamento professionale attraverso l’acquisto di libri, strumenti digitali, corsi, mostre ed eventi culturali. La formazione in servizio diventa obbligatoria, finanziata con uno stanziamento strutturale di 40 milioni di euro l’anno, e coerente con il Piano dell’offerta formativa della scuola e con le priorità indicate dal ministero.

7. BUONA SCUOLA / School bonus e detrazioni paritarie
Nella versione originaria del testo le erogazioni dei privati a favore delle scuole per la costruzione di nuovi edifici, per la manutenzione e per la promozione di progetti dedicati all’occupabilità degli studenti avevano carattere di totale liberalità. Ora, invece, è stato introdotto un tetto massimo di 100mila euro. Non è cambiato il meccanismo del credito d’imposta al 65% per i primi due anni, che scende poi al 50%. Ma si prevede un fondo perequativo: il 10% dei finanziamenti erogati è preso dal Miur che lo distribuisce nelle scuole che hanno ricevuto meno fondi rispetto alla media nazionale. Per chi iscrive i figli a una scuola paritaria è prevista una detrazione Irpef del 19% per ogni alunno fino a un tetto di 400 euro per le rette per elementari, medie e superiori. Stretta sui diplomifici: entro 120 giorni partirà un monitoraggio a tappeto del Miur.

8. BUONA SCUOLA / Largo alle scuole innovative
Il provvedimento prevede un bando per la costruzione di scuole altamente innovative dal punto di vista architettonico, impiantistico, tecnologico. Scuole “green” e caratterizzate da nuovi ambienti di apprendimento digitali. L’Osservatorio per l’edilizia scolastica, istituito presso il Miur, coordinerà strategie e risorse per gli interventi e promuoverà la cultura della sicurezza. Vengono recuperate risorse precedentemente non spese da investire sulla sicurezza degli edifici. Stanziati 40 milioni per finanziare indagini diagnostiche sui controsoffitti delle scuole. Viene istituita la Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole.

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