Diplomati magistrale. Riapertura graduatorie di istituto, beffa per chi non ha potuto cambiare provincia, revoca supplenze

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Orizzonte Scuola, 22.12.2017

– Analizziamo dal punto di vista tecnico quale potrà essere la situazione delle graduatorie di istituto all’indomani della sentenza dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato sui diplomati magistrali.

I contratti di supplenza già stipulati.

Dal Miur fanno sapere che i docenti interessati, già titolari di un contratto di supplenza, potranno rimanere al loro posto fino al termine dell’anno scolastico 2017/18. Diplomati magistrale. Dal Corriere “Miur: insegnanti rimarranno in cattedra fino alla fine dell’anno scolastico”

D’altronde non avrebbe senso rifare tutte le graduatorie a metà anno scolastico, anche perché i docenti “buttati fuori” dalle GaE potrebbero essere gli stessi a cui toccherebbe un altro contratto da graduatorie di istituto. E dunque, il fatto che il lavoro dei diplomati magistrale sia funzionale al sistema scolastico, non è messo in dubbio dal Ministero.

Le decisioni dei giudici

D’altronde non c’è automatismo tra il dettato della sentenza e la revoca della supplenza. O perlomeno l’Amministrazione andrebbe ad impelagarsi in altre vicende giudiziarie che non porterebbero un concreto beneficio alla scuola.

A decidere della sorte di ciascun ricorrente dovrà adesso essere il giudice al quale è stato presentato il ricorso. Ben lo sanno i ricorrenti che nel corso degli ultimi mesi hanno visto mettere in stand by la loro richiesta, in attesa della Plenaria. I giudizi di merito potrebbero arrivare già dal mese di gennaio, ma questo – come detto – non dovrebbe modificare lo status dei contratti già stipulati.

Le graduatorie di istituto

La sentenza non ha eliminato, ma anzi ha ribadito il valore abilitante del titolo. Pertanto, i docenti che entro il 24 giugno 2017 hanno presentato istanza di inserimento o di aggiornamento della II fascia delle graduatorie di istituto, nel momento in cui non saranno più nelle Graduatorie ad esaurimento e nella I fascia di istituto, vedranno valorizzata la propria posizione in II fascia. E da lì potranno continuare a ricevere supplenze in base allo scorrimento della graduatoria.

Va sottolineato come per i diplomati magistrale già inseriti in GaE e nella I fascia di istituto nel periodo di presentazione delle domande, il non aver potuto cambiare provincia adesso suoni come una beffa. In primo luogo perché tale imposizione del Miur è già stata smentita dal giudice, Graduatorie d’Istituto: anche docenti inseriti in I fascia possono cambiare sedi e provincia, ordinanza TAR,

in secondo luogo perché già in estate è apparsa come un divieto imposto dal sistema informatico più che dalla norma.

E così adesso, niente GaE, niente I fascia di istituto, ma niente possibilità di cambiare provincia.

I docenti già di ruolo

Per loro la situazione è più complicata. Avendo stipulato un contratto con formula rescissoria l’Amministrazione dovrà procedere – con i tempi necessari – alla revoca del contratto. Lo stesso però potrà essere trasformato in supplenza.

Inoltre, il Miur dovrà riaprire per essi le graduatorie di istituto, in quanto la possibilità di iscrizione in II fascia è stata loro negata in estate, rimandando tale operazione all’eventuale esito negativo della Plenaria. E dunque, adesso spetta loro l’inserimento in II fascia delle graduatorie di istituto.

Si apre un periodo non facile per le graduatorie. La sentenza infatti ha un risvolto politico molto forte, ma nello stesso tempo delle conseguenze pratiche che nei prossimi mesi gli Uffici Scolastici saranno chiamati a gestire.

Naturalmente bisognerà attendere le indicazioni del Ministero.

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