Docente vessato dalla Ds è costretto al trasferimento. Quali le conseguenze per la Dirigente?

Tecnica_logo15BLucio Ficara, La Tecnica della scuola  23.8.2016

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– Si tratta di una di quelle storie che vorresti non ascoltare, una storia che nell’era della Buona Scuola fa scorrere un brivido freddo sulla schiena di ogni bravo docente.

Infatti i protagonisti di questa storia che si svolge in Calabria, sono uno stimatissimo docente, con alle spalle un trentennio di onorata carriera, e la sua “ormai ex” Dirigente scolastica. Si tratta di un insegnante molto conosciuto ed apprezzato nel contesto di riferimento non solo per l’impegno professionale che ne ha sempre caratterizzato il profilo, ma anche per l’intensa attività culturale e sociale. Ex Ds perché il docente, a causa di un ormai logoro rapporto relazionale e professionale con il suo capo d’Istituto, ha preso la decisione di chiedere trasferimento presso altra istituzione scolastica della stessa città. La scelta del docente è stata dura, infatti lascia la “Sua” scuola dopo 21 anni di continuità di servizio,anni in cui ha formato intere generazioni di ragazzi del quartiere, che a distanza di anni, ricordano i buoni insegnamenti di questo docente. Eppure, nonostante tutto e tutti, la disparità di poteri tra la Ds e il docente ha portato ad un continuo e insopportabile contenzioso, che ha indotto lo stesso insegnante a un gesto clamoroso ma necessario: “il trasferimento volontario in altra scuola dello stesso comune, proprio nell’ultimo anno prima che anche i trasferimenti provinciali avvengano su ambiti e non più su scuole”.

La vicenda si trascina da anni, per incomprensioni inspiegabili, almeno in apparenza, in un continuo clima di intolleranza nei confronti dell’insegnante, cui veniva inspiegabilmente contestato ogni intervento collegiale, ogni osservazione di natura normativa e didattica. Una situazione insostenibile che, dopo vari scellerati procedimenti   disciplinari   irrogati al malcapitato professore, (privi di fondamento giuridico cosi come sottolineato nello stesso verbale di ispezione), è culminata con una visita ispettiva risalente al novembre 2015 e che ha accertato gravi responsabilità nei comportamenti assunti dalla DS.   Anche i legali ed il sindacato, che assistono sbigottiti il docente nella triste vicenda, sostengono che la visita ispettiva ha accertato gravissime responsabilità disciplinari in capo alla Dirigente Scolastica. Adesso si è in attesa di conoscere i provvedimenti disciplinari adottati dall’ufficio. In buona sostanza per quanto è dato sapere, e per quanto sostiene il sindacato di cui fa parte il docente, il comportamento della Ds non sarebbe stato deontologicamente corretto ed il capo d’istituto avrebbe esercitato il suo potere in modo gravemente vessatorio, spingendosi ben oltre le proprie competenze.

Questo è un caso, in un momento storico in cui la legge 107/2015 dovrebbe responsabilizzare maggiormente i dirigenti scolastici, che potrebbe interessare l’intero mondo della scuola pubblica italiana. Per questo motivo sarebbe auspicabile conoscere quale provvedimento sanzionatorio l’USR Calabria ha preso o deciderà di prendere nei confronti della Ds che così male avrebbe agito nei confronti del docente.

Attendiamo sereni e fiduciosi, di conoscere la decisione dell’USR Calabria su questa triste storia che non avremmo mai voluto conoscere.

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