Docenti delle GaE chiedono certezza assunzioni, no albi regionali, posti sostegno deroga a specializzati

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Il Coordinatore nazionale GAE IN RUOLO – NON UNO DI MENO ha elaborato un documento con il quale vengono chieste delle modifiche al DDL di riforma della scuola. Lo riportiamo nella versione integrale.

 Analisi e proposte ddl scuola

PIANO STRAORDINARIO ASSUNZIONALE

1) Chiediamo l’abolizione dell’ultima frase del comma 5, articolo 8, in cui si dice: “in caso di indisponibilità di posti per gli albi territoriali indicati, non si procede all’assunzione”, che va in netto contrasto con la volontà del governo di esaurire le graduatorie e sanare definitivamente quello che il ministro dell’istruzione Giannini ha chiamato: “il capitolo drammatico del precariato storico”. Se non verrà abolita l’ultima frase del comma 5, articolo 8, migliaia di docenti ed educatori non saranno assunti e non vi è alcuna certezza sulla sorte di quelli che ormai son chiamati “Residuali Gae”.

2) Ci opponiamo con ferma determinazione alla chiusura delle Gae finché l’ultimo dei suoi iscritti non sarà assunto a tempo indeterminato. Chiediamo quindi che il comma 10, articolo 8, venga emendato. Proponiamo o: un’assunzione totale di tutti gli iscritti nelle Graduatorie ad esaurimento, garantendo ad esempio, un’assunzione giuridica con una spalmatura negli anni successivi per i “Residuali” e le 23 mila maestre del progetto 0-6 non presenti nel piano assunzionale o che si mantengano in vita le Gae sino a quando l’ultimo dei suoi membri non sarà assunto a tempo indeterminato.

3) Chiediamo che le assunzioni siano fatte dando la possibilità e la libertà al docente di scegliere tra posto comune e posto di sostegno.

4) Ci opponiamo alla soppressione dei posti per il potenziamento dell’offerta formativa che rimarranno vacanti.
5) Chiediamo che i posti rimasti vacanti per effetto delle rinunce siano immediatamente messi a disposizione per il completamento delle assunzioni da Gae.

PERIODO DI FORMAZIONE E DI PROVA

1) Siamo assolutamente contrari all’ennesima concentrazione di potere in uscita, data al Dirigente scolastico, che non può disporre di una valutazione negativa che preveda: “una dispensa dal servizio con effetto immediato e senza obbligo di preavviso”. Si innescherebbero meccanismi clientelari e di sudditanza psicologica che andrebbero contro la libertà d’insegnamento garantita dall’articolo 33 della Costituzione italiana.

2) Chiediamo che, anche in presenza di una valutazione negativa, si invii il docente ad una commissione ministeriale che possa esaminare la valutazione con criteri oggettivi.

3) L’anno di prova deve essere formativo e non selettivo.

FUNZIONI DIRIGENTE SCOLASTICO ED ALBI TERRITORIALI

1) Non siamo favorevoli ad un potenziamento delle funzioni del dirigente scolastico, che si trasformerebbe in un dirigente d’azienda. La scuola non è un’azienda e non deve diventar tale. La scuola deve essere il centro della conoscenza e della libertà di pensiero. Bisogna garantire il rispetto della libertà d’insegnamento e della funzione docente garantiti dall’articolo 33, I comma, della Costituzione Italiana: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”.

2) Non siamo favorevoli ad un’ulteriore concentrazione di potere decisionale nella figura del Dirigente scolastico, a scapito della collegialità e dei processi di condivisione.

3) Esprimiamo un radicale e deciso parere negativo all’articolo 7 per i seguenti motivi:

a) Affidando al Dirigente scolastico la totalità delle scelte didattiche si impoverisce il ruolo del collegio docenti.

b) Affidando la valutazione del merito dei docenti al Dirigente scolastico si apre la strada al clientelismo ed a valutazioni altamente soggettive.

c) Vengono annullati i diritti acquisiti dai docenti, ai quali spetta la stabilizzazione con criteri identici a quelli dei colleghi precedentemente assunti.

d) Si creano albi territoriali, dei quali è poco chiara la struttura, l’ampiezza, le regole d’iscrizione e di permanenza, e dove confluiranno anche i docenti di ruolo che chiederanno il trasferimento, innescando nuovi e pericolosi conflitti. La nostra valutazione è altamente negativa.

PIANI TRIENNALI

1) La nostra posizione è estremamente negativa rispetto all’ipotesi di piani triennali. Nei commi 5, 6 e 7 dell’articolo 2 si parla dei piani triennali e delle valutazioni di compatibilità economico-finanziaria e di coerenza con gli obiettivi nazionali. Ma quali misure verranno adottate nel caso in cui, per motivi di copertura finanziaria il Miur o l’Usr, non saranno in grado di far fronte al piano triennale?

2) Il comma 3 dell’articolo 7 dice espressamente: “Il dirigente scolastico attribuisce gli incarichi di docenza nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri: a) attribuzione di incarichi di durata triennale rinnovabile, coordinata con il ciclo triennale di definizione degli organici dell’autonomia”. Quindi al Dirigente Scolastico vien dato il potere anche di non rinnovare il piano triennale…Ciò porterebbe inevitabilmente ad un’instabilità territoriale e ad una difficile se non impossibile continuità didattica, oltre ad una limitazione della libertà d’insegnamento.

SOSTEGNO

1) Chiediamo che i posti in deroga vengano assegnati prioritariamente al personale specializzato, sulla base della legge 104/92, articolo 14, che recita: “L’utilizzazione in posti di sostegno di docenti privi dei prescritti titoli di specializzazione è consentita unicamente qualora manchino docenti di ruolo o non di ruolo specializzati”.

2) Chiediamo che sia tolto il limite all’organico stabilito dall’articolo 6, comma 5, del ddl, in modo da autorizzare le assunzioni di tutti i docenti di sostegno necessari a garantire un rapporto di un docente ogni due alunni disabili.

FINANZIAMENTI DA PARTE DI PRIVATI

1) Non siamo favorevoli a finanziamenti privati, da parte di attori esterni, che potrebbero poi vantar pretese sulle decisioni prese in sede collegiale, sulla formazione, sulla gestione di progetti e spazi, nonché creare differenze abissali da luogo a luogo. I finanziamenti privati porterebbero all’ennesima differenziazione in scuole di serie A e scuole di serie B, con le zone ricche del Paese avvantaggiate ed altre zone discriminate, ad esempio le scuole di quartieri come lo Zen di Palermo, il Librino di Catania, Scampia a Napoli, Corviale a Roma, Quarto Oggiaro a Milano. La scuola deve essere pubblica e democratica, deve dare a tutti i nostri ragazzi le stesse identiche possibilità, come ci ricorda Pietro Calamandrei nel discorso pronunciato al III congresso dell’associazione a difesa della scuola nazionale, l’11 febbraio del 1950: “Lo stato deve costituire le sue scuole. Prima di tutto la scuola pubblica. (…) La scuola di Stato, la scuola democratica, è una scuola con carattere unitario”.

GILDA VENEZIA - Associazione Professionale GILDA degli INSEGNANTI - Federazione Gilda Unams

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