Docenti lavorano 1643 ore annue. Metà sono sommerse, valgono 14mila euro. Dalla correzione dei compiti alla preparazione lezioni

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Orizzonte Scuola, 20.10.2016 

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– Dalla correzione dei compiti, all’autoaggiornamento, si tratta di quel lavoro sommerso sul quale si basa lo scontro tra docenti ed opinione pubblica, tra chi sostiene che l’insegnamento è un lavoro a tempo pieno e stressante e chi invece invoca i soliti luoghi comuni: “lavorate 18 ore e godete di 3 mesi di vacanza”.

La giunta provinciale dell’Alto Adige ha commissionato una ricerca con la quale ha dimostrato che i docenti, in realtà, lavorano circa 1643 ore annue, circa 36 ore a settimana per 45 settimane.

Lo studio ha riguardato 5.200 docenti sul totale di 7.400 della provincia trentina. Secondo lo studio, i docenti di ruolo lavorano 1.660 ore in un anno, mentre i supplenti 1.580 ore. Coloro che maggiormente svolgono lavoro sommerso sono  i docenti delle scuole superiori, con 1.677 ore annue totali. I prof della media lavorano 1.630 ore. Gli uomini lavorano un po’ di più (hanno meno impegni casalinghi), 1.648 ore, le donne 1.639 ore in un anno.

Tra gli impegni “sommersi” dei docenti si annoverano:

  • stesura di programmazioni di materia di inzio e fine anno
  • stesura Pei e Pdf
  • attività di coordinamento (che sebbene retribuite, i compensi sono spesso irrisori e negli anni si sono sempre più assottigliati
  • organizzazione/partecipazione a uscite didattiche e viaggi d’istruzione
  • compilazione registri
  • stesura progetti
  • formazione
  • correzione verifiche scritte (riguardanti soltanto alcune materie)
  • preparazione lezioni
  • preparazione ambienti di lavoro
  • colloqui con i genitori (che spesso tengono oltre i tempi stabiliti)
  • riunioni varie (anche queste spesso vanno oltre i tempi stabiliti)

La lista non è certo terminata, ma basta questo per dare un saggio di quanto lavoro in più i docenti svolgano rispetto alle 18 ore frontali in classe.

In questi anni si sono, inoltre, aggiunte incombenze che riguardano i BES, le prove Invalsi, nonché quell’aggiornamento forzato e sommerso che ha riguardano l’adeguamento all’utilizzo di nuovi strumenti informatici per la “vita burocratica e didattica” dei docenti.

Ma quanto vale il lavoro sommerso degli insegnanti? Considerando che un’ora dovrebbe essere retribuita 17,50 euro, il lavoro “silenzioso” per ogni docente ha un valore pari a circa 14mila euro annue.

Calcolo approssimativo che non tiene conto di diversi fattori, a partire dai diversi gradi di scuola, ma che fornisce un’idea del fenomeno.

Se proprio vogliamo parlare di merito, partiamo dal riconoscimento del lavoro sommerso. In fondo era uno dei punti del programma del Partito Democratico in campagna elettorale, quando l’ex responsabile scuola del PD prometteva “più soldi a chi corregge i compiti a casa“. Sarebbe già un punto di partenza.

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