Don Ciotti: i docenti vanno incentivati e sulla riforma serve il confronto

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  La Tecnica della scuola   Venerdì, 08 Maggio 2015

In Italia serve una scuola più incisiva, più attenta, che non perda per strada, come avviene oggi, migliaia di giovani. Per realizzarla servono insegnanti messi in grado di svolgere la loro professione con più motivazione, forza e passione. Il ddl? Se da tutte le parti si alzano i toni, vuol dire che ci sono ragioni per cui bisogna confrontarsi.

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“Gli insegnanti hanno una grande responsabilità e devono essere messi in grado di svolgere la loro professione con più motivazione, forza e passione”. È questo il pensiero di don Luigi Ciotti, il sacerdote da decenni impegnato nel recupero dei giovani.

Nel corso di una iniziativa a Firenze, don Ciotti ha fatto riferimento alla necessità di introdurre in Italia “una scuola più incisiva, più attenta, che non perda per strada, come avviene oggi, migliaia di giovani”. Il suo pensiero va quindi a quelle diverse decine di migliaia di giovani che oggi lasciano la scuola prematuramente, sotto i 16 anni di obbligo formativo, ed entrano quasi sempre a far parte della categoria dei Neet. Molti di loro vengono incanalati verso vari generi di devianza.

Interpellato, quindi, sulla riforma della scuola in discussione in questi giorni a Montecitorio, don Ciotti si è schierato dalla parte di chi la rigetta: “se da tutte le parti si alzano i toni, vuol dire che ci sono ragioni per cui bisogna confrontarsi, cercare una strada che sia al servizio dei ragazzi e degli operatori del settore. Bisogna ascoltare questo grido, perché – ha concluso – giunge da più parti”: docenti, genitori, studenti, associazioni, sindacati e cittadini.

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