È arrivato il bonus formazione di 500 euro: come spenderlo, come rendicontarlo

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Susanna Granello  Notizie della scuola,  19.10.2015.  

Per l’aggiornamento e la formazione continua del personale docente arriva il bonus di 500 euro. L’uso personale previsto dalla legge è certamente dimostrabile per abbonamenti a riviste e libri tecnici e partecipazione a corsi di aggiornamento/formazione specialistici. A chi acquista i prodotti Tecnodid verrà fornita tutta la documentazione probante. Tutto sulla Carta del docente nel servizio a cura di Susanna Granello.

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In attuazione dell’art. 1, commi dal 121 al 123 della legge 107/2015 per ciascun anno scolastico è assegnato l’importo di 500 euro ai docenti a tempo indeterminato delle scuole di ogni ordine e grado, anche assunti ai sensi del Piano straordinario di assunzioni con decorrenza giuridica dal 01.09.2015. Per i docenti a tempo indeterminato che prendono servizio durante l’anno scolastico o per i docenti part time  le risorse spettano nel loro importo complessivo.

Per il corrente anno scolastico vige un regime transitorio: l’erogazione della somma di 500 euro avviene mediante NoiPA e, quindi, viene direttamente versata al personale docente dal mese di ottobre e comunque, per i docenti neo immessi  in ruolo, non oltre  il ventesimo giorno successivo a quello di trasmissione dell’elenco nominativo a NoiPA.

In particolare, il decreto prevede che l’importo possa essere utilizzato dal singolo docente  per:

  • iscrizione a corsi  di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il MIUR, come ad esempio Tecnodid Editrice, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale;
  • acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste, come quelli della Tecnodid;
  • acquisto di  hardware e software;
  • rappresentazioni teatrali e cinematografiche;
  • ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo;
  • iniziative coerenti con le attività individuate nell’ambito del piano triennale del POF e del piano di miglioramento delle scuole e del Piano nazionale di formazione, ad oggi non ancora pubblicato.

Sono molti gli utilizzi possibili, ma per svariate tipologie è difficile dimostrare l’uso personale del docente (ad esempio per ingresso ai musei, mostre, spettacoli, hardware e software, ecc). L’uso personale previsto dalla legge è certamente dimostrabile ad esempio per abbonamenti a riviste e libri tecnici e partecipazione a corsi di aggiornamento/formazione specialistici.

A chi acquista gli abbonamenti delle riviste, i libri anche digitali ed i corsi di aggiornamento/formazione della Tecnodid  viene fornita tutta la documentazione probante.

La spesa dei 500 euro è soggetta a rendicontazione.

Ciascun docente deve presentare alla scuola di titolarità la documentazione comprovante l’utilizzo dell’ importo dei 500 euro entro il termine di ogni anno scolastico, vale a dire inderogabilmente entro il 31 agosto o a diverse scadenze precedenti eventualmente decise dal MIUR/MEF di anno in anno.

Qualora

  1. le spese non siano ammissibili; ad esempio la presentazione di una ricevuta fiscale/fattura delle spese di vitto/alloggio per un corso di formazione non è ammissibile in quando tale spesa non rientra tra le finalità di erogazione del bonus;
  2. le spese siano supportate da documentazione scorretta; ad esempio la spesa per il corso di formazione è giustificata da scontrino e non da ricevuta fiscale/fattura;
  3. la rendicontazione sia incompleta o presentata oltre il termine,
  4. la rendicontazione non venga presentata,

il recupero dell’importo avviene sulle somme disponibili o, se insufficienti, su quelle assegnate nell’anno scolastico successivo.

Il riscontro di regolarità sulla documentazione prodotta dai docenti per giustificare l’utilizzo delle somme erogate per le finalità di formazione e aggiornamento professionale spetta ai revisori dei conti delle scuole.

L’importo di 500 euro

  1. non ha natura di retribuzione accessoria e pertanto non va contrattato dalle rsu o autorizzato dal dirigente,
  2. non costituisce reddito imponibile e pertanto non è sottoposto alle ritenute fiscali.

A regime, il prossimo anno scolastico, la modalità di erogazione sarà diversa e si realizzerà tramite una procedura già da ora fissata, tramite Carta.

Al fine dell’attivazione della Carta elettronica il MIUR deve avviare una procedura per l’affidamento del servizio di emissione/gestione ad un gestore del mercato (es. Poste, Intesa San Paolo, Banca Unicredit, ecc).

Pochi mesi fa analoga operazione è stata fatta dal MIUR per l’emissione della carta “IoStudio” per gli studenti delle scuole di 2° grado. La card attesta lo status di studente e consente agli studenti di usufruire di agevolazioni e sconti per l’accesso a beni e servizi culturali, trasporti nazionali e internazionali, acquisto di materiale scolastico.

La Carta elettronica per i docenti ha natura di carta di credito prepagata.

Nel caso in cui il docente sia stato sospeso per motivi disciplinari è vietato l’utilizzo dell’importo e non può essere assegnato nel corso degli anni scolastici in cui interviene la sospensione. Qualora la sospensione intervenga successivamente all’assegnazione dell’importo, la somma assegnata è recuperata a valere sulle risorse disponibili sulla Carta e, ove non sufficienti, sull’assegnazione dell’anno scolastico successivo.

L’eventuale cifra residua dei 500 euro che a fine anno scolastico risulti non utilizzata rimane nella disponibilità del docente per il solo anno scolastico successivo.

La Carta deve essere restituita all’atto del pensionamento.

L’individuazione delle modalità definitive di rendicontazione delle spese sostenute con la Carta è rimessa ad un decreto del MIUR, di concerto con il MEF, da adottare entro 60 giorni dall’aggiudicazione del servizio di emissione/gestione della Carta elettronica docenti.

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