Ecatombe nel concorsone/2: La situazione dei diplomati magistrali

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Tuttoscuola,  24.8.2016

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– La radiografia della selezione del concorso presenta una crudezza di dati sorprendenti e spiacevoli: 39.412 candidati non ammessi su 71.448 presenti alla prova scritta.

Tra questi nella scuola secondaria di I e II grado vi sono stati 26.400 candidati non ammessi su 53.000, per una percentuale che ha sfiorato il 50%.

Tra candidati della scuola dell’infanzia e della scuola primaria (posti comuni e di sostegno) vi sono stati 13.300 candidati non ammessi su 18.440, pari al 70,5%.

Per questi due settori mancano ancora i dati dei candidati di molte procedure concorsuali tuttora in corso, ma la proiezione di quel 70,5% di bocciati nelle prime procedure fa prevedere anche per loro esiti pesantemente negativi.

Oltre alle diverse cause già considerate ve ne possono essere altre specifiche riguardanti i candidati di questi settori?

Certamente tra i candidati erano presenti (non sappiamo quanti) anche i diplomati magistrali che avevano conseguito il titolo entro il 2002, molti dei quali presumibilmente arrugginiti nella preparazione a tre lustri di distanza.

Per capire il perché di questa falcidia, è utile descrivere il profilo di questi diplomati di allora (quindi non laureati), non più giovanissimi, e cosa hanno fatto in questi 15 e più anni dal conseguimento del diploma.

Una parte ha lavorato in modo molto precario come supplente di III fascia, ma molti hanno cercato un’attività occupazionale esterna al mondo della scuola, lavorando nei settori pubblici e privati in impieghi e professioni lontani anni luce dal mondo della scuola, un mondo nel frattempo attraversato da riforme e innovazioni (si pensi all’autonomia scolastica e alle Indicazioni nazionali, modificate più volte in quindici anni).

Un’ultima quota di vecchi diplomati non ha svolto alcuna attività lavorativa.

Virtualmente avrebbero potuto partecipare circa 100-120 mila vecchi diplomati magistrali, ma probabilmente hanno tentato la sorte del concorso, o per l’infanzia o per la primaria, in 30-40 mila.

Nei mesi scorsi una parte di questi recuperati ai concorsi ha cercato di supplire al lungo digiuno formativo frequentando corsi di preparazione dell’ultima ora, mentre un’altra parte è andata un po’ allo sbaraglio.

Non sappiamo quanti vecchi diplomati siano caduti sotto la scure della prova scritta, ma è probabile che loro più di altri facciano parte degli esclusi. Forse sarebbe stato meglio per loro e per i tempi di svolgimento del concorso sottoporli alla preselezione, visto anche che le loro prove scritte si sono svolte per ultime, a fine maggio, e c’era quindi il tempo per farlo.

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