Ecco perché a Renzi sulla scuola fa comodo la fiducia

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Anna Maria Bellesia   La Tecnica della scuola   20  giugno 2015.  

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“Avanti tutta” è il suo motto. Non importa se la scuola andrà meglio o peggio. Non importa se a settembre sarà caos. Renzi vuole spostare un’altra pallina del suo pallottoliere e salvare la faccia che ha voluto metterci a tutti i costi, facendo anche il ministro dell’istruzione.

È molto probabile che sul ddl in discussione al Senato si arrivi a porre la fiducia. Dietro c’è un preciso calcolo politico, una tattica studiata allo scacchiere.

Certamente non si era mai vista una riforma così contrastata su un tema generale e complesso portata avanti in modo così forzato. Tanto che il coordinatore Di Meglio della Gilda degli insegnanti parla apertamente di “violenza istituzionale”. “La scuola non è proprietà di un partito politico, o peggio ancora della maggioranza di un partito, ma appartiene a tutti” -dice Di Meglio- “Porre il voto di fiducia in Senato sarebbe un colpo di mano molto grave e perciò rivolgiamo un appello al presidente della Repubblica affinché intervenga per impedirlo”.

Ha ragione Di Meglio, ed interpreta il pensiero di tutti: quando la discussione sul ddl è approdata alla Camera, il Governo ha voluto tempi strettissimi, con la motivazione di fare presto per le assunzioni. Si discuterà al Senato, ci hanno detto. Invece adesso gli emendamenti presentati vengono bollati come “ostruzionismo”, col ricatto dell’assunzione dei precari.

Ma perché tirare tanto la corda? Cui prodest?

Il premier Renzi è tornato a fare il Renzi 1, visto che non si piace più nei panni del Renzi 2, e soprattutto non piace agli elettori che gli hanno mandato un chiaro avvertimento nell’ultima tornata elettorale. Quindi ha cominciato a fare un po’ di calcoli politici.

Dopo un anno di governo, molti elettori gli hanno voltato la faccia. Arrivare al 2018 è ardua. Gli italiani cominciano ad essere delusi da chi parla tanto ma conclude poco sui principali problemi del Paese.

D’altra parte, Movimento 5 stelle e Lega incalzano, il rischio per Renzi è che facciano una campagna elettorale continua sulle inadempienze del Governo.

Dunque Renzi preferirebbe essere sfiduciato ed andare subito alle elezioni. L’ipotesi è seriamente considerata e gli analisti politici già ne parlano. La sua immagine attualmente è piuttosto appannata. Più sta al Governo, più Renzi rischia di alienarsi la fiducia degli italiani e una parte stessa del suo elettorato che non si riconosce in un Pd che ha cambiato Dna. Intanto l’opposizione si sta organizzando ed aumenta i consensi.

Dunque il premier può essere tentato di giocare d’azzardo, e mettere la fiducia. Se ottiene la fiducia il gioco è fatto: ha salvato la faccia, anche se a settembre nella scuola sarà caos.

Se non ottiene la fiducia meglio ancora: tutte le responsabilità verranno scaricate sugli “irresponsabili” e lui si salverà la faccia comunque, presentandosi agli elettori ancora con delle chances.

Insomma il furbone del Renzi 3 ha ben capito che, se resta al governo ancora un po’, sarà travolto dalla sua stessa arroganza e verbosità inconcludente.

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