Esoneri collaboratori dirigenti, non prima di fine ottobre. A meno di un intervento straordinario

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di Anselmo Penna, Orizzonte Scuola, 29.7.2015

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Ieri il Ministro Giannini ha affermato che quest’anno si aspetta un inizio “anche più efficiente del passato”. Affermazioni che rischiano di scontrarsi con il problema delle nomine dei vicepresidi.

Ricordiamo, infatti, che gli esoneri sono stati aboliti dalla legge di stabilità e che le nomine dei collaboratori, che potranno raggiungere fino al 10% dell’organico delle scuole, rientrano (come più volte affermato dalla nostra redazione) nel potenziamento dell’organico.

In pratica, le scuole, quando dovranno indicare i posti da attivare per il poenziamento dell’offerta formativa sulla base del POF triennale, dovranno fare richesta degli esoneri.

Il meccanismo si evince dalla legge di riforma della scuola, già presumibile dalle prime bozze, anche se nella versione definitiva del testo si è aperto un bug che rischia di mettere in crisi le scuole

Infatti, la richiesta dell’organico potenziato, e di conseguenza dei collaboratori dei dirigenti, potrà avvenire tra i 21 settembre e il 5 ottobre, ad anno iniziato (fino allo scorso anno i collaboratori venivano già invididuati durante le operazioni di ampliamento dell’organico di fatto).

Dopo il varo da parte degli organic ollegiali, gli USR dovranno verificare le richieste ed assegnare i posti.

Operazioni che, con il beneficio di intoppi derivanti da problematiche connesse alle nuove procedure, non potranno essere concluse prima di fine ottobre; ad essere ottimisti.

Nel frattempo, i nuovi super-presidi, si dovranno occupare delle sedi in reggenza, e del coordinamento delle sedi sparpagliate per il territorio facenti capo al medesimo istituto. Dovranno preparare gli orari e il piano delle attività.

La questione esoneri, a quanto ci è dato sapere, sarebbe all’attenzione del Ministero e potrebbe essere oggetto di un intervento straordinario che permetterebbe di avere i vicepresidi già attivi dal primo settembre per coadiuvare nella sempre più complessa gestione delle scuole.

Gli interventi ipotizabili vanno da un decreto ad hoc che aggiri la legge di riforma  un atto amministrativo. Un problema di non facile soluzione che era stato segnalato già da tempo da organi di informazione come il nostro ed è oggi all’attenzione anche di sindacati e Ministero. Difficilmente il Ministro potrà sperare in un inizio anno “efficiente” se no sarà adeguatamente risolta la quesitone dei collaboratori dei dirigenti.

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