Cambiare prof ogni 3 anni fa bene agli studenti?

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Il Corriere Scuola di Vita,  21.4.2015

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Pubblichiamo la lettera di Lucrezia Depalma, docente, che evidenzia alcuni punti critici del ddl sulla Buona scuola: «Cancellerà le graduatorie e affiderà la gestione degli istituti ad un deus ex machina, il dirigente scolastico, che, novello Nerone, con un pollice verso potrà dare in pasto agli albi territoriali il docente poco gradito». Ma soprattutto, scrive la professoressa, imporrà una «rotazione triennale dei docenti» e così gli studenti perderanno punti di riferimento «anche quando nulla ostava perché li conservassero».

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Gentile Redazione,
da docente mi preme fare presente una scottante questione che sta agitando tutto il mondo scolastico italiano alla vigilia dell’approvazione di un ddl che rischia di cancellare con un colpo di spugna decenni di stentate e sofferte conquiste.

Le scrivo all’indomani dell’ospitata a Porta a Porta del ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, la quale, invitata ad un confronto aperto con un dirigente scolastico e due docenti della scuola superiore di II grado, ha spiegato la grande novità di questo disegno di legge che, a suo dire, davvero segnerà, per il nostro paese, l’inizio di una “Buona scuola”.

Il ministro parlava con una grande sicumera e con un sorriso sicuro e beffardo, cercando l’appoggio del vicino dirigente, mentre i miei due poveri colleghi provavano disperatamente ad assestare qualche “colpo”, attaccando, forse con troppa educazione, le tesi del ministro.

Da questa puntata, che solo spettatori meno scafati di me potevano sperare portasse a qualche chiarimento sulla spinosa questione, non è venuto fuori assolutamente nulla. Nulla, s’intende, al di fuori della valanga di retorica profusa dalla Giannini, che forse deve aver dimenticato i tempi remoti in cui anche lei insegnava, se si ostina a sostenere che questo è il primo provvedimento, dopo vent’anni, che imprimerà una svolta concreta e moderna al sistema scuola.

La verità che doveva venire fuori, e che per fortuna sta circolando alla velocità della luce sui social network e sulle chat, è che questo ddl, se e quando passerà, affosserà definitivamente la nostra già buona scuola. Perché cancellerà tutte le graduatorie, e con esse tutte le speranze di chi per anni ha lavorato come precario nella scuola, magari nel frattempo mettendo su casa e famiglia; perché affiderà la gestione degli istituti ad un deus ex machina, il dirigente scolastico, che, novello Nerone, con un pollice verso potrà decidere se salvare o gettare in pasto agli albi territoriali il docente poco gradito (poco gradito perché ha osato un colore verde di capelli o una gonna troppo al di sopra del ginocchio o un fisico da sballo o perché si è permesso di alzare la mano in collegio); perché di fatto sbriciolerà ogni forma di democrazia e di libero confronto negli organi collegiali lasciando una sola voce a decidere per tutti.

Ma soprattutto perché – ed è di questo che nessuno  è riuscito a fare parola – di tutto questo faranno le spese i poveri studenti, che con una rotazione triennale perderanno i propri insegnanti, anche quando nulla ostava perché li conservassero; quegli studenti che noi cerchiamo ogni giorno, col nostro impegno professionale e col bagaglio di studi che ci portiamo alle spalle, di tramutare non solo in persone istruite, ma, prima di tutto, in cittadini.

Quale democrazia gli insegneremo, di questo passo, se saranno le scuole, per prime, a diventare delle dittature?

Ministro Giannini, non se ne adonti, ma questa legge figurerebbe benissimo fra quelle fascistissime del ’25. E, mi creda, i miei alunni sanno perfettamente di cosa vado parlando.

Distinti saluti,

Lucrezia Depalma

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