Caro premier, noi prof non abbiamo bisogno di bacchettate

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di Silvia Rossi, Il Corriere Scuola di vita 16.5.2015

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Pubblichiamo la lettera di Silvia Rossi, docente, che risponde alla lettera inviata dal premier a tutti gli insegnanti.

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Gentilissimo Presidente del Consiglio Matteo Renzi,
due giorni fa lei ha inviato a tutti gli insegnanti d’Italia una lettera per presentare il progetto de La Buona Scuola, chiedendo confronto e smentendo alcune delle voci circolate in queste settimane.
Sono una sconosciuta insegnante di Diritto ed Economia del Liceo Economico e Sociale “Mamoli” di Bergamo, con un bel po’ di anni d’insegnamento e tantissimi ragazzi, allievi ed ex- allievi, che costellano la mia memoria.
Ho letto attentamente la sua lettera, l’ho riletta, ci ho riflettuto e poi mi sono detta: gli scrivo o non gli scrivo? …Ma sì, scriviamogli… ma figurati se ascolta proprio me… ma sì, io ho qualcosa  da dirgli e perciò provo…poi vedrà lei cosa farsene delle mie considerazioni!

Proprio perché voglio subito togliere di mezzo le mie rimostranze e passare poi al merito, come ci chiede, le parlerò di una nota stonata che mi ha colpito nella Sua lettera: quel “ la Buona Scuola siete voi punto O meglio due punti siete molti tra voi virgola non tutti voi punto”… E poi magari, Presidente ,un bel  De profundis?

Beh, qui mi sono offesa, si sa noi insegnanti siamo suscettibili… perché vede virgola Presidente virgola… io faccio parte di quell’esercito silenzioso e paziente che si sente appunto offeso da queste “ bacchettate”, soprattutto a maggio inoltrato , quando nelle classi si soffoca e i ragazzi non ce la fanno più, e tu ti chiedi se sei un insegnante o un domatore e devi finire il programma , e devi correggere le ultime verifiche cercando di non rovinarli ,se puoi, devi compilare le infinite scartoffie di fine anno, devi rassicurare i ragazzi che hanno la maturità affinchè non “sclerino”, come dicono loro, negli ultimi venti giorni, ma, soprattutto, non devi “sclerare” tu, perché faremo gli esami con trenta gradi all’ombra e un tasso di umidità capace di arrugginirti il cervello…Perciò non è per nulla consolante sentirsi fare la linea di demarcazione fra insegnanti buoni e non , perché anche se ognuno di noi si mette istintivamente e nel proprio recondito “ io” fra quelli buoni, il solo sospetto di essere da qualcuno messo fra quelli cattivi, ti fa perdere la pazienza! E comunque poi ,i pochi poveri cattivi, finisce che ti fanno istintivamente simpatia, lì nel loro cantuccio!

A parte gli scherzi,(ma non troppo), Presidente, mi corre l’obbligo di ricordarLe che anche nella categoria “Politici”  non sono tutti esattamente “buoni”, ma poiché anni d’insegnamento mi hanno convinto che sono molto più vincenti le strategie inclusive anzicchè quelle esclusive, credo che un clima di reciproco rispetto , di vero rispetto (…parola un po’ desueta, ma alla quale noi  sconosciuti insegnanti di Diritto siamo affezionati…),non possa che giovare al vero, unico , spero, intento comune : ridare forza alla nostra scuola, tanto bistrattata,  ma pur sempre valida… a patto che alle parole facciano poi seguito i fatti.

Entro nel merito, e qui , torno a fare l’insegnante di Diritto: preferisco parlare di ciò che conosco.

Nella Sua lettera, al punto “ Educhiamo cittadini, non solo lavoratori” dice di voler reintrodurre spazio a Musica, Storia, Arte, Sport. Degnissime discipline.Molto formative. Sono d’accordo.

Ma il Diritto, Presidente, dov’è finito? Ricordo che,terminata la consultazione della Buona Scuola , la Ministra  Giannini riferì che ne era uscita una domanda forte , soprattutto da ragazzi e famiglie, di  più Educazione Civica e alla legalità. Si disse piacevolmente sorpresa di ciò…

Antefatto. La riforma Gelmini ha tagliato paurosamente l’insegnamento del Diritto: in tante scuole è stato soppresso (vedi  il Liceo linguistico dove ho insegnato per molti anni), in altre , gli Istituti Tecnici per Geometri e i Tecnici Industriali, fortemente ridotto… e pensare che in precedenti progetti di riforma avrebbe dovuto entrare in tutte le scuole superiori, compresi i Licei Classici e Scientifici!

Ma come? Nella patria del Diritto, della prima facoltà giuridica al mondo già nel 1200!

Ma come si può pensare che in una società che è sempre più drammaticamente orfana di un solido sistema valoriale, senz’altro trasmesso dallo studio del Diritto  e dell’Economia, i nostri ragazzi , già oggi cittadini, non rischino spesso di finire abbindolati da comportamenti pericolosi, illegali,  anche violenti, bullistici,  oppure a- sociali, a-solidaristici…

“ Ubi societas, ibi jus”, dicevano i nostri padri, che di Diritto un po’ se ne intendevano.

Sa che quando incontro i miei ex- alunni  di qualche anno fa del Liceo Linguistico tutti,ma proprio tutti, mi dicono: “Ma profe, perché hanno tolto il Diritto dal nostra scuola? Era così interessante! -( loro dicono “bello”)- meno male che noi ce l’abbiamo fatta ancora a studiarlo!”

E non mi si dica, Presidente che c’è la nuova disciplina Cittadinanza e Costituzione! Di cui si sono dovuti sobbarcare anche nelle scuole superiori gli insegnanti di storia . Che già hanno il loro programma enorme da svolgere. A ognuno il suo. Non è la stessa cosa che far insegnare la disciplina ai competenti del Diritto.

Mi dovrei dilungare troppo, c’è davvero ancora tanto da dire, sulla mia disciplina, ma  su tanto altro che riguarda la scuola, perché , mi creda , non voglio solo tirare l’acqua al mio mulino …se può essere utile glielo spiegherò di persona: vengo a trovare Lei  e La Ministra Giannini, un giorno solo ,veloce , avanti e indietro, perché non posso lasciare i miei ragazzi  di quinta per più di un giorno: è uscito  per la prima volta Diritto scritto nella seconda prova della maturità e stiamo  finendo di lavorare sodo!

Ah, dimenticavo, nel caso, avvisate voi la mia Preside? Isis Mamoli di Bergamo.

Anche da parte mia, cordiali saluti.

Silvia Rossi

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