Faraone nella bufera, sotto accusa un suo consulente per bando milionario

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Oggiscuola  14.10.2016

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– Ma quanto è importante essere amico di un potente politico? Molto. Se si è anche suo consulente, ancora di più. Si può, per esempio, comprendere i meccanismi del ministero. Valutare, stando dal di dentro, i testi in bozza che, poi, possono diventare leggi. Qualche malevolo può anche pensare che possa servire a ottenere una corsia preferenziale in caso di finanziamenti.

Ma sono voci cattive. Cattive a tal punto da insinuare che possano servire a ottenere una bella fetta dei finanziamenti previsti  dalla regione Sicilia attraverso l’Avviso 8, una “torta” da 136 milioni di euro. Al centro delle malelingue i contributi destinati all’ente “Euro”.

Una associazione palermitana, con sede in via dell’Olimpo. Alla quale andrà certamente un milione e mezzo. Una cifra che potrebbe raddoppiare, visto che un altro progetto da un milione e mezzo si è piazzato a ridosso delle posizioni in graduatoria che danno diritto ai finanziamenti. Per anni, l’associazione è stata guidata da Eugenio Ceglia. Ceglia è un esperto del Ministero dell’Istruzione e della ricerca. In particolare, è un consulente del sottosegretario siciliano Davide Faraone. Per il Miur Ceglia si occupa, a titolo gratuito, delle “attività di analisi e studio nelle tematiche relative al rapporto tra sistema scolastico, università e mondo del lavoro, l’integrazione scolastica di studenti non italiani e rapporti con le associazioni del terzo settore”.

L’incarico, si legge sul sito del Ministero, iniziato nel marzo del 2015 scadrà solo con il termine del “mandato governativo” dello stesso Faraone. Insomma, è un esperto “di fiducia”, scelto direttamente dal sottosegretario.  Ceglia a dire il vero è stato alla guida del consiglio di amministrazione dell’ente Euro fino al 30 dicembre del 2013. Il giorno dopo ha, infatti, rinunciato alle cariche di consigliere di amministrazione e soprattutto di presidente, appunto. Eugenio quindi ha lasciato l’Euro? Non sembra proprio. Già nel 2014, infatti, il quotidiano la Repubblica farà riferimento allo stipendio da circa 80 mila euro annui di Ceglia. Ma soprattutto, il manager torna nelle vesti di “direttore” dell’ente in diversi articoli di stampa, fino alla fine del 2015. Intendiamoci, Ceglia dovrà pur campare, visto che il consulente lo fa a gratis. Soprattutto il bando non è finanziato dal Miur, ma dalla regione Sicilia.  Insomma malelingue biforcute quelle che insinuano.

Certo, per una questione di opportunità chi lavora per un ministero, anche gratis, poi dovrebbe evitare di partecipare a bandi pubblici, anche se indirettamente. Ma questo non è il caso di Ceglia, o no?

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