Fase C e disallineamento tra domanda e offerta di prof, è polemica

tuttoscuola_logo14Tuttoscuola,    29.10.2015.  

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La giornalista del quotidiano di via Solferino nota che “i professori in arrivo non sembrano tanto quelli di cui le scuole avrebbero bisogno, ma semmai quelli rimasti nelle graduatorie a esaurimento dopo le prime tre fasi di assunzione, che peraltro avevano già lasciato scoperte molte cattedre anche importanti (matematica alle medie su tutte) per mancanza di candidati”.

Vi sarebbe insomma un forte “disallineamento fra domanda e offerta, fra le esigenze delle scuole e le risorse umane che saranno messe loro a disposizione in quest’ultima fase”.

A questo articolo risponde oggi su Facebook il Sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone, commentando: “L’articolo di oggi del Corriere della Sera sulla fase C de ‪#‎labuonascuola non racconta novità. Non ne abbiamo mai fatto mistero: le scuole quest’anno avranno 55.000 insegnanti in più ma non tutti saranno una risposta ai loro desideri. Almeno non subito (forse vale la pena ricordare che la legge 107 è stata approvata appena qualche mese fa e che l’assunzione dei docenti italiani è stata a lungo, a causa dei governi precedenti, una matassa impossibile da districare)”.

Siamo – spiega Faraone – all’inizio dell’attuazione della legge 107 e, per forza di cose, siamo in una fase di transizione. 55.000 docenti in più dopo anni di tagli. Risorse professionali per progetti di potenziamento che le scuole potranno inserire dal prossimo anno scolastico nel proprio Piano Triennale dell’Offerta Formativa. Dal prossimo anno. Quest’anno i docenti assegnati potranno essere utilizzati per iniziare a lavorare in questo senso, ma compatibilmente con gli insegnanti che ci sono”.

Quando nelle settimane scorse le scuole hanno indicato le loro priorità – aggiunge – erano già consapevoli che per quest’anno l’incontro tra domanda e offerta avrebbe scontato un disallineamento. I docenti assunti sono quelli delle graduatorie ad esaurimento che hanno fatto domanda. E nelle Gae docenti di matematica per la scuola media, giusto per fare un esempio, non ce ne sono. Non potevamo, certo, crearli dal nulla durante l’estate”.

Tra l’altro questa gran richiesta di docenti di matematica – continua – non c’è stata: le priorità espresse nel primo ciclo (scuola primaria e media) mettono al primo posto l’area umanistica (36,60%) e al secondo quella linguistica (36,12%), al terzo quella scientifica (14,96%)”.

Le scuole non saranno soddisfatte immediatamente? Contiamo di farlo del tutto l’anno prossimo. E – continua a scrivere Faraone – l’abbiamo detto chiaramente da subito. Intanto, se non arriveranno gli insegnanti richiesti, potranno nominare supplenti che il prossimo anno saranno sostituiti da docenti di ruolo. Infatti le priorità indicate dalle scuole saranno fondamentali per il concorso che sarà bandito nel prossimo mese. Con #labuonascuola ci siamo mossi, come nessun governo aveva mai fatto prima, per risolvere definitivamente la questione del precariato presente da decenni nel nostro Paese. Ma dando ai ragazzi e alle ragazze gli insegnanti di cui hanno bisogno sul serio. Cuciamo un vestito attorno alla scuola”.

E per evitare di ritrovarci ancora in una situazione del genere, nella legge sono presenti nuovi principi per la formazione iniziale e l’accesso al ruolo dei docenti. Un percorso serio: vogliamo docenti per scelta – conclude il Sottosegretario – e con una formazione specifica. Anche in quelle discipline di cui il Paese è al momento carente”.

Sta facendo discutere oggi l’articolo del Corriere della Sera Serve matematica? C’è il prof di musica, a firma di Orsola Riva. L’autrice dell’articolo evidenzia i “tanti, troppi compromessi” di quello che “doveva essere il fiore all’occhiello della Buona Scuola”: l’organico potenziato.

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