Fase C e le supplenze. Un caso spinoso

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Andrea Carlino  La Tecnica della scuola  18.12.2015.  

Fase C e supplenze brevi. Un caso spinoso per migliaia di precari. Infatti in questi giorni si sta delineando un quadro abbastanza particolare: l’impiego dei docenti assunti per il potenziamento in attività di sostituzione dei professori assenti.

Le segreterie scolastiche utilizzeranno anche le risorse del potenziamento senza chiamare gli aspiranti della III fascia delle G.I. I posti di potenziamento non daranno la possibilità agli insegnanti di ottenere un incarico di supplenza.

Da cosa nasce il problema? Tutto prende inizio dal comma 85 della legge di stabilità che conferisce al dirigente la possibilità di impiego dei docenti dell’organico dell’autonomia per coprire le assenze fino a 10 giorni.

Il comma 85 della legge 107, infatti, indica la possibilità che il docente sia utilizzato per la sostituzione di colleghi assenti fino a 10 giorni; in nessun caso è indicata la possibilità che tali docenti siano utilizzati in supplenze di durata superiore.

L’eventuale utilizzo per le supplenze fino a 10 giorni deve essere definito quantitativamente e in un numero massimo di classi, per non condizionare lo svolgimento delle attività già programmate.

Va assolutamente evitato – così come segnalano i sindacati in un documento – l’utilizzo per supplenze in un ordine di scuola per il quale il docente non possiede il titolo di studio di accesso.

Al docente neo-assunto deve essere garantito in ogni caso tutto il percorso di formazione dell’anno di prova, con particolare riguardo alle attività peer-to-peer in co-presenza col tutor (senza gerarchizzazione alcuna) finalizzate all’azione di insegnamento.

Con la nota dello scorso 11 dicembre (la n. 2805), il Miur, inoltre, ha chiarito che per istituire l’organico dell’autonomia i Ds, dal 2016-17, dovranno comprendere anche gli insegnanti che andranno a fare le supplenze brevi. Di fatto, dunque, sparisce la distinzione tra organico di diritto e quello di fatto.

Spazio all’organico dell’autonomia composto sia dagli insegnanti che svolgeranno le attività ordinarie, ovvero i docenti che occuperanno le cattedre comuni e del sostegno, che da quelli impiegati nel potenziamento e nelle supplenze brevi.

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