Fedeli: “I soldi ci sono, presto la firma del rinnovo del contratto scuola”

Tecnica_logo15Bdi Andrea Carlino, La Tecnica della scuola  31.12.2017

– Lunga intervista a Il Messaggero per la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli. Diversi gli argomenti toccati dalla titolare del dicastero di Viale Trastevere. Si parla, in particolare modo, del rinnovo contrattuale: “Contratto? Ci vedremo martedì e lavoriamo per un rinnovo in tempi i più rapidi possibile. Lavoriamo per trovare una soluzione per tutto il comparto. La scuola, come tutto il settore del pubblico impiego, ha un contratto fermo da nove anni e dopo gli statali ora tocca a tutta la filiera della conoscenza. Nella legge di stabilità, come ha detto la ministra Madia, ci sono i soldi per i contratti e lo chiuderemo presto. Inoltre, per la valorizzazione del personale docente abbiamo costituito un fondo da 10 milioni per il 2018, venti per il 2019 e trenta per il 2020. Così come per i dirigenti scolastici l’armonizzazione con la retribuzione dei dirigenti della pubblica amministrazione grazie ad uno stanziamento di 90 milioni di euro”.

A parte, Il Messaggero, dedica un focus alla delicata trattativa per il rinnovo del contratto.

Come è noto, le parti sociali si vedranno per riaprire il tavolo per arrivare alla definizione degli aumenti di 85 euro medi mensili per oltre un milione di impiegati pubblici tra docenti, amministrativi, personale Ata oltre a ricercatori.

Il rinnovo, come noto, riguarderà il triennio 2016-2018. Cgil Cisl e Uil intendono portare avanti una piattaforma comune e arrivare a un buon contratto per questa fetta del pubblico impiego.

L’obiettivo dei sindacati (e in particolare della Cgil) sarebbe quello di modificare la legge 107/2015 facendo confluire dentro il contratto nazionale, tutte le risorse della “Buona Scuola”.

In particolare si punta a destinare al rinnovo contrattuale le somme finora destinate per il bonus merito (200 milioni) e quello dell’aggiornamento professionale, i 500 euro da spendere per l’aggiornamento professionale (altri 380 milioni). Spostarli sul contratto nazionale i due strumenti cambierebbe in maniera radicale i termini del rinnovo.

Sommati al rinnovo base che riguarda tutti gli statali (85 euro) e al bonus Renzi (80 euro), farebbero comunque quasi 200 euro al mese di aumento.

L’obiettivo del governo, in ogni caso, è fare presto. Martedì 2 ne sapremo di più.

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