Germania, no al niqab a scuola. Respinto ricorso di una alunna

Corriere-scuola_logo14Il Corriere della Sera 22.8.2016 

– Lo ha deciso un tribunale di Osnabrück, nel nord del Paese respingendo il ricorso di una ragazza di 18 anni che non voleva rinunciare al velo integrale durante le lezioni. Intanto il dibattito politico continua

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No al niqab (il velo integrale) a scuola. Un tribunale amministrativo tedesco, a Osnabrueck, ha respinto il ricorso di una giovane tedesca musulmana che voleva poter frequentare le lezioni portando il niqab, il velo islamico che lascia vedere solo gli occhi. Lo riferisce l’agenzia Dpa citando fonti ufficiali del Tribunale.

Il caso dell’insegnante

Mentre la politica tedesca è ancora ferma alle enunciazioni di principio e alle richieste di ministri regionali del partito della cancelliera Angela Merkel, una corte si è già mossa concretamente contro il velo integrale islamico. Secondo il tribunale, in questo caso il mandato di formazione e di istruzione dello Stato, sancito dall’articolo 7 della Costituzione tedesca, deve prevalere sulla libertà religiosa riconosciuta all’articolo 4, come ha precisato il portavoce della corte, Gert Armin Neuhäuser. A sua volta la portavoce della scuola, Bianca Schöneich, ha spiegato che nelle relazioni scolastiche non è importante solo la parola ma è fondamentale la comunicazione non verbale, il linguaggio del corpo che, a suo parere, il niqab impedisce. Inoltre, la portavoce ha precisato che non sarebbe possibile identificare uno studente che indossa il velo integrale. La giovane di 18 anni, di nazionalità tedesca, ha sostenuto che l’uso del niqab «è parte importante della sua pratica religiosa».

Il dibattito in corso

Un’indicazione l’aveva data la cancelliera giovedì parlando di burqa o niqab quale ostacolo all’integrazione delle donne musulmane nella società tedesca. Il giorno dopo gli otto ministri dell’Interno regionali del suo partito cristiano democratico e sociale (Cdu-Csu), in una «dichiarazione di Berlino» sulla sicurezza avevano dichiarato che «l’occultamento totale» del volto «inficia la coesione della società» e, «nel servizio pubblico» come scuole, università, tribunali, è «inaccettabile». I ministri hanno chiesto il bando del burqa (ma in Germania si vedono solo alcuni «niqab») anche in «controlli dei passaporti», uffici anagrafe, dimostrazioni e «nel traffico stradale» in quanto la visuale ridotta causata della fessura del velo può essere «un pericolo per gli altri». Il ministro dell’Interno federale Thomas de Maiziere ha ricordato che le richieste della dichiarazione di Berlino devono essere tradotte in norme dalle autorità competenti (ministeri federali e regionali).

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