Giannini: “Basta accuse. Stiamo mantenendo tutti gli impegni presi”

Stampa_logo14

di FLAVIA AMABILE, La Stampa 14.4.2015
Il ministro: nessun taglio rispetto ai 3,7 miliardi stanziati un anno fa per l’edilizia scolastica. Ci assumiamo le responsabilità, gli enti locali facciano altrettanto
Giannini103
ROMA
«La scuola deve essere un luogo in cui stare sicuri», prometteva un anno fa il premier Matteo Renzi. Stefania Giannini, ministra dell’Istruzione, era al suo fianco.

Ministra Giannini, quella frase sembra una beffa dopo un anno in cui abbiamo assistito ad una media di un crollo al mese e ieri anche al ferimento di due bambini.
«Sono stati assunti impegni molto precisi da parte del governo. Ad aprile di un anno fa è partito il piano di finanziamento dell’edilizia con impegni che stanno scorrendo nell’agenda di governo con grande regolarità. Programmiamo e finanziamo tutto quello che è stato previsto in modo tale da mettere in sicurezza i 42 mila edifici scolastici italiani».

Nel frattempo, però, le scuole crollano.
«Il governo sta mantenendo i suoi impegni. Per quel che riguarda Ostuni, ci siamo attivati immediatamente perché è nostro compito essere al fianco di bambini, genitori, insegnanti. dirigenti, ma bisogna anche ricordare che non ci troviamo di fronte ad un caso di mancati lavori o di trascuratezza come è accaduto in passato quando non siamo riusciti ad arrivare in tempo».

Che cosa è successo invece in questo caso?
«Ci troviamo di fronte ad un cantiere che si è chiuso a dicembre. Come il governo si assume le sue responsabilità altrettanto devono fare gli enti locali competenti in questa vicenda. So che l’amministrazione ha attivato un’indagine, ed è chiaro che è fondamentale capire che cosa è successo davvero. Noi saremo lì con il sottosegretario Faraone e daremo il nostro sostegno ma se l’edificio ha avuto una ristrutturazione anomala o dei lavori o un collaudo non perfetti, il principio di responsabilità vale per tutti. E chi è responsabile dovrà pagare».

Forza Italia vi accusa di aver annunciato molto più di quello che avete realizzato: 3,7 miliardi di stanziamenti ma ne avete sbloccato solo uno.
«Se si sommano tutti gli interventi previsti si arriva esattamente alla cifra di 3,7 miliardi. È chiaro che si tratta di finanziamenti che sono spalmati dal 2014 al 2017 ma la cifra c’è tutta se si prendono in considerazione i fondi stanziati per gli interventi per le Scuole Belle, quelli per le Scuole Sicure e quelli per le Scuole Nuove, i mutui agevolati concessi dalla Bei, i fondi Pon e quelli previsti nel ddl della Buona Scuola».  

Eppure Sel denuncia la scomparsa di 489 milioni di fondi dall’ultima manovra.
«Voglio essere positiva e pensare che non ci sia stata malafede ma semplicemente una cattiva interpretazione delle bozze del Def. Mi era arrivato infatti un campanello d’allarme su questa scomparsa e ho voluto controllare. Credo che qualcuno abbia fatto confusione tra le bozze che ha portato alla scomparsa di un fondo che è nell’esercizio di bilancio del Ministero delle Infrastrutture e che comunque è già stato utilizzato nel 2010 e nel 2012, non è un finanziamento che compete a questo governo».  

Ma in che condizioni sono davvero le scuole italiane?
«Lo diremo dopo 18 anni di silenzio il 22 aprile anche se ancora sei regioni sono in ritardo nella consegna dei dati».  

Uno dei primi atti del governo in materia di edilizia scolastica è stata la creazione di un’Unità a Palazzo Chigi per affiancare e comunque gestire competenze che fino ad allora erano appartenute al Miur. In pratica vi hanno commissariato…
«No, è stato piuttosto un rafforzamento della squadra, ed è stato importante gestire tutta la materia dell’edilizia con l’Unità di missione. Stiamo affrontando dossier silenti da anni, stiamo facendo un lavoro che è davvero straordinario recuperando una serie di temi che finora non hanno funzionato per vari motivi. Il lavoro di squadra e l’integrazione delle nostre competenze sono assolutamente necessari».  

 Che cosa non ha funzionato in passato?
«Detto in due parole: scegliere e decidere. Il compito della politica deve essere proprio il saper scegliere, la creazione di una scala di priorità. Non ha funzionato. Da quanti anni non si sentiva parlare di scuola con questa ossessività? Poi si possono criticare i contenuti e la democrazia è un terreno fertile su questo, ma non è in discussione la centralità della scuola per questo governo».  

GILDA VENEZIA - Associazione Professionale GILDA degli INSEGNANTI - Federazione Gilda Unams

webmaster: Fabio Barina



Sito realizzato da Venetian Navigator 2 srl