Giulio Iraci: «Un fratello down e un padre in ospedale: perché ho rifiutato l’assunzione a scuola»

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di Roberto Ciccarelli, il manifesto  15.9.2015.  

Intervista. Docente di filosofia, esponente dell’associazione “Gessetti Rotti”, Iraci spiega il ricatto delle assunzioni di Renzi. Per 10 anni ha atteso l’assunzione nella sua provincia che gli spetta di diritto, ma lo Stato ha cambiato idea e lo obbliga a lasciare tutto

Iraci

Giu­lio Iraci inse­gna da 11 anni filo­so­fia e sto­ria nei licei di Roma e del Lazio. Spo­sato, con due figli pic­coli, ha due lau­ree, varie spe­cia­liz­za­zioni e nel 2005 ha supe­rato il con­corso della Siss e per que­sto ha diritto alla cat­te­dra a scuola. Musi­ci­sta, espo­nente dell’associazione «Ges­setti rotti», una delle più attive nel movi­mento con­tro la«Buona Scuola» ren­ziana, si defi­ni­sce un «ex votante del Pd, da cui si sente «tra­dito in tutto». Iraci è anche fon­da­tore di «Siblings», un’associazione dei fra­telli e sorelle di per­sone disa­bili. Quest’anno rischia di non lavo­rare nella scuola. «Sono tra quelli che non hanno inol­trato la domanda di assun­zione – rac­conta – Dopo notti insonni ho deciso così per­ché ho un impe­di­mento ogget­tivo: mio fra­tello Fran­ce­sco ha la sin­drome di Down e lo devo assi­stere. Mia madre è venuta meno l’anno scorso, men­tre mio padre ha una situa­zione cli­nica com­pro­messa. Ho pre­sen­tato domanda per una sola pro­vin­cia, a Pescara, ma se mi tra­sfe­ri­sco la vita della fami­glia va a rotoli».

Le legge Renzi-Giannini le per­met­te­rebbe di chie­dere il tra­sfe­ri­mento dalla sede di asse­gna­zione dopo tre anni…
Non posso spo­starmi fuori Roma nem­meno per una set­ti­mana, figu­ria­moci per tre anni. Potrei usu­fruire dei bene­fici della legge 104 per chie­dere il rien­tro a Roma ma ci sono delle inco­gnite, dato che è stata asse­gnata la prio­rità a chi è entrato in ruolo prima della riforma. Non è detto che riu­sci­rei ad ottenerlo.

Non ha avuto una sup­plenza annuale per quest’anno?
Sono stato alla prima e ultima con­vo­ca­zione delle sup­plenze annuali al liceo New­ton e si sono pur­troppo fer­mati alla 42 posi­zione. Io sono 44esimo. Ieri sono spun­tate 18 ore al liceo Nomen­tano ma sono state prese da chi aveva la prio­rità. Sono spa­ven­tato. Ho sco­perto che pro­ba­bil­mente non ci saranno nuove con­vo­ca­zioni. Non è mai suc­cesso prima. Le scuole chia­me­ranno dalle gra­dua­to­rie di isti­tuto. Vedremo. Quest’anno rischio di non lavorare.

Il governo dice di non lamen­tarvi. Vi hanno dato il posto sicuro…
Dal 2005 a oggi ho atteso in una gra­dua­to­ria che qual­cuno assol­vesse al suo impe­gno di farmi lavo­rare sta­bil­mente nella scuola. Ora si fa una legge che pre­vede che io fac­cia una domanda a tutte le pro­vince ita­liane. Se si rac­conta que­sta sto­ria all’estero fa ridere: uno stato che si è impe­gnato a assu­merti nella tua pro­vin­cia cam­bia idea e ti costringe a tra­sfe­rirti in una delle altre 99 province.

Quali sono le pro­po­ste di «Ges­setti rotti» per con­tra­stare i primi effetti di que­sta riforma?
Sarebbe oppor­tuno impe­dire la costi­tu­zione di un comi­tato di valu­ta­zione dei docenti che asse­gna un bonus in denaro ai pro­pri col­le­ghi. Que­sto la dice lunga sull’ispirazione azien­da­li­sta e diri­gi­stica di una legge fon­data sui poteri del pre­side svin­co­lato da con­trolli. L’idea che un bonus di que­sto tipo migliori l’insegnamento può forse valere per i pri­vati ma que­sta ispi­ra­zione neo­li­be­ri­sta non fun­ziona nella scuola dove gli stu­denti hanno tutti il diritto di impa­rare e i docenti quello di lavo­rare bene. Ma pur­troppo la riforma c’è e la stanno appli­cando. L’unica cosa che si può evi­tare è la discre­zio­na­lità o l’arbitrio da parte del diri­gente intro­du­cendo cri­teri ogget­tivi per limi­tare i danni.

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