Gli insegnanti sono i nuovi poveri del Belpaese?

RTS_logo2di Aldo Domenico Ficara, Regolarità e Trasparenza nella Scuola,  11.11.2016

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– La soglia di povertà assoluta rappresenta il valore monetario, a prezzi correnti, del paniere di beni e servizi considerati essenziali per ciascuna famiglia, definita in base all’età dei componenti, alla ripartizione geografica e alla tipologia del comune di residenza. Una famiglia è assolutamente povera se sostiene una spesa mensile per consumi pari o inferiore a tale valore monetario. Si fa presente che:

a) la numerosità familiare non può superare i 12 componenti;

b) i “Grandi comuni” includono anche i comuni della periferia dell’area metropolitana;

Considerando gli stipendi di insegnanti neo immessi in ruolo si evidenzia in un articolo pubblicato su Repubblica quanto segue: ” Un professore di scuola media o superiore appena immesso in ruolo con moglie e due figli  –  uno di 3 e l’altro di 11 anni  –  guadagna 1.429 euro netti al mese. Ma con quel nucleo familiare a Milano occorrono almeno 1.677 euro per galleggiare sopra la soglia di povertà assoluta. E all’appello mancano ben 248 euro al mese. Situazione che non cambierebbe molto in un piccolo comune dell’Italia centrale, dove con moglie e due figli occorrono almeno 1.442 euro per evitare di stare nel club dei poveri. Ventitré euro in più al mese basteranno a evitare i disagi della povertà? Soltanto in un piccolo comune del meridione lo stipendio del nostro prof sarebbe sufficiente: per campare occorrerebbero 1.212 euro al mese “.

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