Gli Invisibili, fuori dalla graduatoria dopo aver superato il concorso. Scavalcati da non abilitati, senza un perché

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Oggiscuola  11.10.2016

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– Chiamiamoli Invisibili. Sono i docenti che hanno superato il concorso, ma sono rimasti fuori dalla graduatoria di merito. Sono migliaia e migliaia. Sono fuori da quel maledetto 10 per cento di tolleranza massima definito dalla Buona Scuola. Non sapranno mai a che punto sono arrivati, se il loro nome è il primo degli esclusi o l’ultimo. Ma, loro, il concorso lo hanno superato.

Come c’è qualcuno che lo ha vinto in tre classi differenti. E occupa tre cattedre, anche se poi ne dovrà scegliere solo una. Ma le altre due graduatorie non scalano. Non fanno posto agli Invisibili. E intanto in aula mancano gli insegnanti. Ci sono cattedre che mancano di titolare, cattedre a cui potrebbero aspirare tranquillamente gli Invisibili, se solo esistessero per la buona scuola renziana.

La cosa diventa ancor più paradossale nel sostegno, dove gli idonei restano fuori dalle assunzioni mentre le scuole si rivolgono ai non abilitati. Docenti con laurea, abilitazione e specializzazione al sostegno, con prove del concorso superate ma, tuttavia, senza diritto all’assunzione. Intanto, in cattedra vanno i docenti chiamati dalle graduatorie di istituto.

Basterebbe che non ci fosse stato quel tetto, almeno che fosse stato più ampio, e tanto caos si sarebbe potuto evitare. Sarebbe bastato che i plurivincitori avessero potuto dichiarare la loro preferenza e far scorrere ulteriormente la graduatoria. Sarebbe bastato poco per diminuire il numero degli Invisibili.

Invece no. Sono condannati all’oblio, punto.

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