Gli smartphone. Tra il Garante e il Ministro c’è la “Culpa in vigilando”

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dal blog del maestro Scialpi, 14.9.2017

– Gli smartphone in classe. Il Ministro sembra abbia deciso. Questo però pone dei problemi di gestione per gli insegnanti. Essi devono tener conto delle indicazioni del garante della Privacy. Come sempre loro dovranno conciliare le posizioni. E dovranno farlo con molta attenzione e professionalità.

Gli smartphone. La dichiarazione del Ministro
Valeria fedeli ha rilasciato un’intervista al quotidiano “La Repubblica“, riguardante gli smartphone a scuola” È uno strumento che facilita l’apprendimento, una straordinaria opportunità che deve essere governata. Se lasci un ragazzo solo con un tablet in mano è probabile che non impari nulla, che s’imbatta in fake news e scopra il cyberbullismo. Questo vale anche a casa. Se guidato da un insegnante preparato, e da genitori consapevoli, quel ragazzo può imparare cose importanti attraverso un media che gli è familiare: internet. Quello che autorizzeremo non sarà un telefono con cui gli studenti si faranno i fatti loro, sarà un nuovo strumento didattico” ( ho evidenziato le parti più significative).

La posizione del Garante
“L’utilizzo di telefoni cellulari, di apparecchi per la registrazione di suoni e immagini è in genere consentito, ma esclusivamente per fini personali, e sempre nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali delle persone coinvolte (siano essi studenti o professori) in particolare della loro immagine e dignità.
Le istituzioni scolastiche hanno, comunque, la possibilità di regolare o di inibire l’utilizzo di registratori, smartphone, tablet e altri dispositivi elettronici all’interno delle aule o nelle scuole stesse.
Gli studenti e gli altri membri della comunità scolastica, in ogni caso, non possono diffondere o comunicare sistematicamente i dati di altre persone(ad esempio pubblicandoli su Internet) senza averle prima informate adeguatamente e averne ottenuto l’esplicito consenso.
Si deve quindi prestare particolare attenzione prima di caricare immagini e video su blog o social network, oppure di diffonderle attraverso mms o sistemi di messaggistica istantanea. Succede spesso, tra l’altro, che una fotografia inviata a un amico o a un familiare venga poi inoltrata ad altri destinatari, generando involontariamente una comunicazione a catena dei dati personali raccolti.
Tale pratica può dar luogo a gravi violazioni del diritto alla riservatezza delle persone riprese, e fare incorrere in sanzioni disciplinari, pecuniarie e in eventuali reati” ( ” A scuola a prova di Privacy“)

…In mezzo gli insegnanti e la “Culpa in vigilando”
Alcune considerazioni. La suddetta dichiarazione del Ministro “aggiorna” la circolare Fioroni ( 15 marzo 2007), superandola anche nel passaggio dove si prevedevano delle sanzioni disciplinari. E’ un passo avanti? Indubbiamente l’Istituzione scolastica deve fare i conti con il moltiplicarsi dei dispositivi alternativi al Pc Desktop  o al Laptop (Notebook).
I problemi sono due: l’impreparazione tecnologica e formativa dei docenti e la “Culpa in vigilando”.
Per quanto riguarda il primo aspetto l’introduzione degli smartphone porrà dei problemi di gestione educativa del dispositivo. Il moltiplicarsi dei dispositivi (device), infatti, non è stato accompagnato da una formazione profonda dei docenti. In questo caso Il PNSD è l’ultimo esempio di una fiducia miracolistica verso i dispositivi.
Occorre chiedersi: qual è la relazione tra il loro utilizzo e i processi cognitivi? Su quali aspetti formativi occorre puntare? Quale configurazione di persona vogliamo realizzare? A queste domande occorre aggiungere anche il dato preoccupante che tra gli insegnanti ( e non solo) si registra un preoccupante anafabetismo informatico (conoscenza di procedure).
Quest’ultimo apre al secondo elemento di discussione: la relazione il cyberbullismo e la “culpa in vigilando” ( 2048 Codice civile).
La Legge 71/17 ( 18 giugno) ha il grande pregio di aver introdotto nel nostro ordinamento il profilo del cyberbullo, gli impegni dei diversi soggetti coinvolti e le sanzioni.
E’ una buona legge che tiene presente l’art. 2048  e le disposizioni del Garante. “L’armonia giuridica” verrà sicuramente alterata con il moltiplicarsi esponenziale dei rischi, inerenti le foto o i video privati fatti a scuola dagli studenti minorenni e inviati nel Web. Per gli insegnanti distratti le possibilità di incorrere nella “Culpa in vigilando” aumentano in modo significativo ( ricreazione, cambi di presenza, bagni…), tenendo presente anche il profilo duale del nativo digitale che ritiene lecito, normale,  offendere in Rete ( Ricerca dell’università La Sapienza-Roma) in quanto manca la fisicità, che invece caratterizza le relazioni quotidiane.
Concludendo. Altri impegni, nuovi e vecchi rischi caratterizzeranno l’attività del docente.

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