Grazia al preside del convitto dell’Aquila, cambiare la legge che si accanisce sui ds

di Alessandro Giuliani, La Tecnica della scuola  4.11.2017

– “Ho lavorato in modo instancabile perché Livio Bearzi, friulano ex direttore del Convitto dell’Aquila, potesse ottenere la grazia dal Presidente della Repubblica e con essa la possibilità di tornare a lavorare. Sono stata prima firmataria di una lettera in tal senso sottoscritta da più di 20 colleghi”, ha detto la senatrice friulana del Pd Laura Fasiolo, commentando la decisione del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di condonare la pena accessoria dell’interdizione per cinque anni dai pubblici uffici del dirigente scolastico friulano Livio Bearzi, a seguito del crollo del Convitto dell’Aquila per il terremoto del 2009.

FASIOLO (PD): RICONOSCIUTA LA SUA DIGNITÀ PERSONALE
“Sebbene la grazia riguardi l’aspetto dell’interdizione dai pubblici uffici e non l’estinzione del reato penale, l’atto del presidente Mattarella certamente gli darà la possibilità di essere riabilitato nella sua professione e gli consentirà di rientrare, mi auguro quanto prima, al lavoro. Bearzi ha rivolto i ringraziamenti a tutti coloro che in questi anni difficili gli sono stati accanto; come persona, prima che come parlamentare della repubblica, ritengo che si sia operato nel modo corretto perché gli fosse in qualche modo riconosciuta la dignità personale, pur davanti ad una tragedia. Oggi, con un atto di clemenza, il Presidente della Repubblica, che ringraziamo, ha chiuso una vicenda drammatica”.

SERRACCHIANI: ORA IL LEGISLATORE CAMBI LA NORMA
“Al presidente Mattarella va riconosciuta una grande saggezza che lo ha guidato in una decisione per la quale esprimo gratitudine – ha detto la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, che a dicembre 2015 aveva scritto al Capo dello Stato chiedendo l’annullamento della pena e dell’interdizione: “rimane aperta la questione di una normativa come il testo unico 81/2008 che, mentre obbliga dirigenti scolastici e responsabili della sicurezza a segnalare rischi e pericolosità degli edifici, poi non li mette nelle condizioni di poter agire per risolvere deficit strutturali, impiantistici ed ambientali. Auspico che la grazia a Bearzi accenda nuovamente l’attenzione su questa contraddizione e sia sprone al legislatore per emendare opportunamente la normativa”.
Di “grandissimo sollievo” e “problema però non risolto” parla anche la parlamentare Serena Pellegrino (Sinistra Italiana), vicepresidente della commissione Ambiente alla Camera, che ha presentato la proposta di legge 3830 per la modifica del DL.vo 81/2008 sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, avanzata immediatamente dopo l’arresto di Bearzi, alla quale sono seguite quelle dell’on. Carocci e della senatrice Fasiolo.

PELLEGRINO (SI): MODIFICHE SUBITO NELLA LEGGE DI BILANCIO
“Non vorrei che l’entusiasmo per questa notizia ci facesse dimenticare che Bearzi ha scontato la sua pena detentiva e che le proposte di legge dirette a impedire che altri presidi si ritrovino nella sua stessa situazione, chiarendo definitivamente la responsabilità dei dirigenti scolastici relativamente alla sicurezza, hanno bisogno non solo di essere lodate e apprezzate, ma di essere approvate e inserite nella legge di Bilancio. Senza adeguate risorse finanziarie il nucleo del problema, cioè le penose condizioni del patrimonio edilizio pubblico, non si risolve. Invece nella legge di Bilancio questo punto nodale non c’è”.
Per Pellegrino, è l’ora che “il Governo si assuma la responsabilità di destinare le risorse necessarie: concedere la grazia non cancella la pena scontata da Bearzi e non risolve il problema di tutti i dirigenti scolastici che ogni giorno si trovano a dover decidere quale norma disattendere, in un contesto di edilizia scolastica vetusto, esposto a rischio idrogeologico e sismico, troppe volte non agibile, e di proprietà di enti, i Comuni e le Province, che non hanno le risorse finanziarie per provvedere alla manutenzione straordinaria dei luoghi dove scolari, studenti, docenti e personale ATA trascorrono gran parte della loro giornata”.

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