Ha ragione Bruschi: se i dirigenti non comprendono la “loro” legge è un loro problema.

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dalla Gilda degli insegnanti di Venezia,  24.82016 

– L’ispettore Bruschi è stato accusato dall’Associazione Nazionale Presidi di essere stato troppo critico e addirittura minaccioso nei confronti di quei dirigenti scolastici che, applicando la cosiddetta “chiamata diretta” dei docenti, non avrebbero applicato correttamente la ratio della legge 107, soprattutto laddove per l’anno scolastico 2016-17 supera la distinzione tra organico di diritto e organico di potenziamento.

Appare quanto meno paradossale che l’Associazione Nazionale Presidi che ha fortemente voluto e sostenuto molte delle scelte sciagurate della “buona scuola” si affretti a fare muro corporativo per difendere l’indifendibile. I giornali ormai sono pieni di casi di bandi e colloqui  creativi organizzati da dirigenti scolastici per chiamare i docenti. Sembra che tutto ciò sia normale. Se uno si permette di criticare e stigmatizzare comportamenti che nulla hanno a che vedere con la normativa vigente, anche se con toni certamente non pienamente condivisibili, viene sottoposto ad attacchi non solo immeritati, ma chiaramente strumentali. Una vera vergogna.

Per questo  crediamo che, di fronte all’incompetenza di alcuni dirigenti scolastici, nel loro caso sia necessaria una “chiamata diretta” per confermarli o meno. Non a caso la Gilda da anni chiede la creazione di un preside elettivo che sia responsabile della didattica e dell’offerta formativa. Non mancano in proposito esperienze nel nostro Paese: Università, Conservatori e Accademie sono governati in questo modo che permette tra l’altro  la rimozione dei dirigenti inadeguati. Cosa non possibile negli altri gradi dell’istruzione pubblica.

 

Gilda degli Insegnanti della Provincia di Venezia

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