I mille interrogativi per l’uso della card

tuttoscuola_logo14TuttoscuolaNews, n. 793 del  21.11.2016 

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– “Carta del Docente, come e quando spendere i 500 euro per l’aggiornamento”: il titolo con il quale la settimana scorsa il Miur ha annunciato la nascita della card lasciava intendere che la spendibilità del borsellino elettronico sarebbe stato quasi un gioco da ragazzi.

Quel ‘come’ spendere i 500 euro sembrava cancellare finalmente dubbi e impasse burocratici. E’ proprio così? Vediamo.

C’è la spiegazione del ‘come’ effettuare l’operazione preparatoria per l’accesso alla card (richiesta delle credenziali SPID – Sistema Pubblico di Identità Digitale – tramite un indirizzo e-mail, il numero di telefono, un documento di identità valido, la tessera sanitaria con il codice fiscale). Viene riportato il noto elenco del materiale, delle attività e degli accessi spendibili con la card. Ma, oltre ai contenuti, noti e già sperimentati l’anno scorso, non si dice nulla di ‘come’ spendere i 500 euro. E, ancor meno, non si dice dove spenderli.

I docenti potranno acquistare libri in qualsiasi libreria, come succedeva l’anno scorso? Potranno accedere, come l’anno scorso, a qualsiasi museo, mostra o sala cinematografica? Potranno sottoscrivere, come avevano fatto l’anno scorso, abbonamenti a qualsiasi rivista scolastica? Potranno acquistare materiale elettronico, come l’anno scorso, nei medesimi negozi?

Nel sito nell’Agenzia per l’Italia Digitale che gestisce lo SPID si precisa che vi sono in Italia 3.643 amministrazioni che erogano 4.081 servizi abilitati SPID. Sembrano pochi, per soddisfare le richieste di 740 mila docenti sparsi in tutta Italia. Nel comunicato ministeriale si afferma che si potrà accedere ad “un numero considerevole e sempre crescente di servizi pubblici”. Il come e dove spendere restano per il momento senza risposta.

C’è da sperare che il servizio Cartadeldocente.istruzione.it che sarà attivato entro il 30 novembre darà risposta ai mille interrogativi che tanti docenti si stanno ponendo in questi giorni.

Per il momento l’unica risposta riguarda le spese già sostenute nei primi mesi di scuola: “Le somme relative all’anno scolastico 2016/2017 eventualmente già spese dal 1° settembre 2016 al 30 novembre 2016 dovranno essere registrate attraverso la piattaforma digitale e saranno erogate ai docenti interessati, a seguito di specifica rendicontazione, dalle scuole di appartenenza”.

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