I test Invalsi navigano tra cheating e scioperi. Ma si stanno assestando

tuttoscuola_logo14

TuttoscuolaNews,  n. 691 del 11.5.2015.

esami_invalsi2

Anche quest’anno i Cobas e dintorni hanno proclamato lo sciopero nei giorni previsti per lo svolgimento delle prove Invalsi (l’ultimo sarà il 12 maggio, giorno stabilito per il test nel secondo anno della secondaria superiore), ma anche questa volta, per quanto se ne è saputo, non hanno avuto grande seguito.

Lo avrebbero avuto se l’Invalsi avesse confermato la data del 5 maggio per la prova prevista (da mesi) per quel giorno, ma solo come conseguenza della vasta partecipazione allo sciopero proclamato dai sindacati ‘rappresentativi’ per ragioni che non comprendevano comunque la protesta contro i test predisposti dall’Invalsi. Che però ha opportunamente spostato la data al giorno dopo per salvaguardare la significatività della prova.

Si nota, in generale, una maggiore attenzione per le tematiche della valutazione sia da parte dei media che da quella delle scuole (statali e paritarie), impegnate per la prima volta nell’autovalutazione di istituto. Inoltre l’Invalsi, a partire dalla sua presidente Ajello, si è impegnato in iniziative di comunicazione volte a rendere il lavoro dell’Istituto più trasparente e ‘amichevole’, meno freddo, tecnocratico e distante di quanto sia apparso in passato.

Anche la qualità dei test appare migliorata nel senso che i quesiti sembrano più sintonizzati col lavoro che mediamente viene svolto in classe dagli insegnanti. È questa a nostro avviso la strada giusta, non quella di fabbricare test troppo astratti o troppo lontani dalle capacità e competenze acquisite dagli studenti in classe attraverso la didattica ordinaria.

È infatti da evitare il rischio più grosso: quello che, a seguito della asimmetria tra didattica ordinaria e test, gli insegnanti vengano spinti o ad aiutare i loro alunni (“poverini, io questi argomenti non li ho fatti in classe…”) o – peggio ancora – a curvare la loro didattica all’obiettivo di far ottenere buoni risultati ai loro alunni (“teaching to the test”) curando di meno gli altri aspetti della loro formazione. L’ideale sarebbe che gli insegnanti svolgessero normalmente il loro compito attenendosi alle Indicazioni nazionali senza pensare affatto ai test, e che i test fossero calibrati sulle Indicazioni nazionali.

GILDA VENEZIA - Associazione Professionale GILDA degli INSEGNANTI - Federazione Gilda Unams

webmaster: Fabio Barina



Sito realizzato da Venetian Navigator 2 srl