I vertici Pd contro ministra Giannini «Sbagliato parlare di squadristi»

Corriere-scuola_logo14IL CASO – DOPO LA CONTESTAZIONE ALLA FESTA DELL’UNITÀ A BOLOGNA

Orfini e Guerini: scuola non sia oggetto di scontri ideologici. La compagna di partito:
ci hanno negato un confronto utile, questi contestatori non sono la scuola italiana

di Claudia Voltattorni (cvoltattorni@corriere.it),  Il Corriere della Sera 27.4.2015

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Roma «È sbagliato che si impedisca di parlare a chi presenta la riforma, così come è sbagliato bollare di squadrismo chi manifesta il proprio dissenso. La scuola è il cuore del cambiamento dell’Italia, evitiamo che diventi oggetto di scontri ideologici e sopra le righe». Così il presidente Pd Matteo Orfini e il vicesegretario Pd Lorenzo Guerini commentano le parole della ministra dell’Istruzione Stefania Giannini che, dopo essere stata contestata da un gruppo di insegnanti e studenti alla festa dell’Unità a Bologna (tanto da non riuscire a pronunciare il proprio intervento), aveva parlato di «metodi squadristi: ci hanno negato un confronto utile, questi contestatori non rappresentano di certo la scuola italiana, questa non è la scuola che conosco».

L’«appello»
In una nota congiunta, Guerini e Orfini intervengono nella vicenda firmando quasi un appello: «Con la Buona Scuola il governo ha costruito un percorso di ascolto lungo e approfondito che ha coinvolto migliaia di operatori scolastici, insegnanti, famiglie e studenti. Per la prima volta da molti anni siamo di fronte a un governo che, invece di tagliare, investe nella e sulla scuola risorse finanziarie molto significative, si torna ad assumere e si pone fine alle graduatorie, si valorizza il merito e la formazione degli insegnanti». Spiegano inoltre che «al centro di tutto è l’autonomia scolastica: la scuola appartiene a chi la fa. Per questo il Partito Democratico continuerà a confrontarsi e a discutere per migliorare ancora di più la riforma – aggiungono -. Senza eccessi ed evitando toni ultimativi da tutte le parti. È sbagliato che si impedisca di parlare a chi presenta la riforma, così come è sbagliato bollare di squadrismo chi manifesta il proprio dissenso. La scuola è il cuore del cambiamento dell’Italia, evitiamo che diventi oggetto di scontri ideologici e sopra le righe».

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