I voti a scuola non hanno senso. Servono solo ai genitori.

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Fabrizio De Angelis,  La Tecnica della scuola  4.11.2016

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– L’insegnante Davide Tamagnini, sociologo e maestro elementare a Pombia, ha da un po’ di tempo abbandonato i numeri o le lettere per giudicare i suoi alunni.

Come riporta il Giornale di Arona, il maestro ha bandito voti, compiti e libri puntando sui bisogni personalizzati degli alunni. “E’ necessaria una scuola a misura di bambino, afferma Tamagnini. Ci sono obblighi strutturali della scuola per essere definita buona, come edifici sani, ma ci devono essere anche contesti più umani e competenti, perchè l’insegnante dovrebbe essere il facilitatore all’apprendimento”.

I voti, prosegue l’insegnante, non hanno senso, non servono agli alunni. Servono solo ai genitori in cerca di una valutazione, ma esistono altri modi.”

Nello specifico, si riporta nella testata locale, il maestro utilizza il semaforo come strumento di valutazione, o meglio i colori di questo, che andrebbero ad individuare i punti di forza e di debolezza dello studente. Inoltre, la pagella sarà composta dalla valutazione degli insegnanti, dei genitori e dei figli, proprio per creare un continuum fra scuola e famiglia e garantire una descrizione più ricca dello stato di apprendimento dell’alunno.
Tuttavia il maestro Tamagnini mette in guardia: “Non è un modello, perchè non si può applicare sempre allo stesso modo. Piuttosto è un approccio per stimolare al meglio l’apprendimento degli allievi.”

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