Il Comitato di valutazione: I docenti si potranno eleggere o verranno nominati?

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Avv. Marco Barone, Orizzonte Scuola,   21.9.2015.  

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Il pregresso articolo 11 comma 3 del TU della scuola affermava che “i membri del comitato sono eletti dal collegio dei docenti nel suo seno”.

Le soluzioni adottate dalle varie scuole erano diverse. In alcuni casi si proponevano dei docenti scelti all’unanimità, confermati poi con atto del DS, dopo delibera del Collegio docenti, in alcuni casi i collegi docenti si dotavano di specifiche autoregolamentazioni, come poter esprimere una sola preferenza, in altri casi le preferenze possibili erano anche due, ben evidenziandosi che la disponibilità degli interessati era la condizione necessaria per procedere alla loro nomina conseguente alla elezione.

In altri casi lo stesso DS proponeva la conferma dei componenti dell’anno scolastico precedente, che dovevano essere in ogni caso votati dal Collegio docenti.

Nei casi più corretti, si procedeva alla costituzione di un vero e proprio seggio elettorale, con tanto di votazione e schede.

L’attuale articolo 11 non parla più di elezione ma afferma che il detto Comitato per la valutazione dei docenti, ex Comitato per la valutazione del servizio dei docenti è costituito  da tre docenti dell’istituzione scolastica, di cui due scelti dal collegio dei docenti e uno dal consiglio di istituto; due rappresentanti dei genitori, per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo di istruzione; un rappresentante degli studenti e un rappresentante dei genitori, per il secondo ciclo di istruzione, scelti dal consiglio di istituto.

Ora se l’elezione implica una scelta compiuta per un chiaro libero atto della volontà, la scelta altro non è che una vera e propria elezione. Ciò perché anche questa è un libero atto di volontà per cui, tra diverse, proposte o disponibilità, si manifesta o si dichiara di preferirne una specifica in base a determinati criteri oggettivi oppure personali di giudizio e/o di valutazione.

Dunque scegliere non significa nomina unilaterale. Conseguentemente il processo di elezione può avvenire così come accaduto in passato, con la costituzione di uno specifico seggio, con una votazione e così via discorrendo. Fondamentale è la manifestazione della disponibilità di colui che verrà scelto, così come fondamentale, è a parer mio, che il collegio docenti possa dotarsi di una autoregolamentazione in materia, ben tenendo conto che le eventuali indicazioni che arriveranno da parte del MIUR, non potranno essere vincolanti in materia, ma, appunto, essere meramente orientative ed indicative.

Nulla vieta una proposizione di uno specifico programma, in relazione al quale il docente candidato debba o possa essere votato. I parametri come definiti dalla Legge, in ordine alle scelta dei criteri per la valorizzazione dei docenti  sono generici ed alternativi tra di loro.

Questo perché, per esempio, se tutti i docenti possono contribuire al miglioramento generale dell’istituzione scolastica, non tutti i docenti, per ovvietà, potranno essere valutati in merito a “delle responsabilità’ assunte nel coordinamento organizzativo e didattico e nella formazione del personale”.

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