Il costo sociale ed economico del trasferimento di un insegnante

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di Bruno Ventura, Scuola & Dintorni  3.8.2015.  

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Se stavate pensando di presentare la domanda on line accettando anche il trasferimento al nord per prendere il ruolo forse, leggendo questo articolo, vi passerà la voglia di farlo. Una analisi attenta dei costi benefici di una scelta di questo genere è alla base del vostro futuro. Scegliere in preda all’emotività di fallire l’appuntamento con l’immissione in ruolo potrebbe costarvi molto caro. Analizzate ogni dettaglio perché poi cambiare sarà estremamente difficile. Nel pezzo abbiamo simulato una situazione per la quale un insegnante di Palermo accetta di trasferirsi a Cremona.

Il viaggio
Per poter arrivare freschi il giorno successivo a destinazione, dormendo comodamente (si fa per dire) durante il viaggio, abbiamo scelto una soluzione con partenza da Palermo alle 21,10 e arrivo previsto per il giorno successivo a Cremona alle 13, 26. Se al costo del biglietto (€ 182,50) aggiungiamo la spesa sostenuta per fare colazione a bordo ( € 3,00 per un cappuccino con brioche e € 10,00 per un pranzo leggero), arriviamo ad un totale di € 195,50 per il trasferimento. Ci vogliamo mettere il costo di una corsa di un taxi per arrivare dove si è scelto di alloggiare? Stimiamo la stessa in € 14,50 tanto per arrotondare il conto a € 210,00 per iniziare; e non è ancora finita!

Affitto economico
Per una sistemazione decente ed economica abbiamo pensato di selezionare una soluzione dal costo contenuto, situato in centro storico, nella zona Tribunale di Cremona, costituito da un bilocale posto al primo piano di un contesto ben tenuto e ben abitato, servito da ascensore. L’appartamento è termoautonomo ed è cosi composto: ingresso, soggiorno, cucinotto, una camera matrimoniale e bagno rifatto. Tutto questo al prezzo di soli € 300,00. A questo si deve aggiungere la caparra di un mese anticipato e le spese di registrazione di contratto pari a circa 100 euro. A conti fatti sono € 700,00 che, sommati alla spesa per il trasferimento, ci porta il conto finale a € 910,00 in tutto senza che l’anno scolastico sia ancora iniziato.

Utenze e supermercato
Se il primo mese basta aggiungere solo la spesa per mangiare e tenere in ordine la casa, non altrettanto si può fare per i mesi successivi. Ora, senza rivangare la penosa dichiarazione di quella esponente politica che diceva di farla con soli 80 euro, possiamo stimare per una persona un conto di 200 euro totali in un mese, a condizione di aver scelto sempre i prodotti tra le offerte. In questo modo avrà speso 1.110 euro durante tutto il primo mese di permanenza. Ma cosa succede nei mesi a venire? Quando l’attenzione si sposta sulle utenze, luce, gas, telefono, ecco che sballa tutto. Un single può arrivare nei mesi più freddi dell’anno a cifre astronomiche per riscaldarsi, lavarsi e parlare al telefono. Anche andandoci piano, facendo attenzione ai periodi in cui l’energia costa meno, si può arrivare ad una bolletta dell’elettricità pari a € 50,00 euro al mese (ricordandosi di restare rigorosamente col mercato tutelato per evitare le mazzate del mercato libero), € 30,00 per l’acqua e, su una fattura trimestrale di 240,00 euro, 80,00 al mese per il riscaldamento. Sono 160 euro di utenze a cui aggiungere le spese condominiali (diciamo 40 euro per arrotondare), tirando una linea sotto la cifra finale di € 200,00. Sommati ai primi 1.110,00 sono in tutto € 1.310, 00, giusto giusto lo stipendio da insegnante. E se un mese si sfora cosa succede?

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