Il DDL Scuola punisce gli insegnanti sovrannumerari

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di Lalla Orizzonte Scuola  11.5.2015.

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Non solo sovrannumerari, perdenti posto, frutto di una logica del dimensionamento e dei tagli, costretti a vagare da una scuola all’altra. Il destino dei sovrannumerari potrebbe diventare “incubo” con la trasformazione in legge del DDL La Buona Scuola.

Allo stato attuale il DDL Scuola è stato licenziato dalla Commissione Cultura e sarà sottoposto alla discussione in Aula, dove potrebbero essere apportate ulteriori modifiche.

Ad oggi, con gli emendamenti approvati si legge, all’art. 6

3-octies. Il personale docente già assunto in ruolo a tempo indeterminato alla data di entrata in vigore della presente legge conserva la titolarità presso la scuola di appartenenza. Il personale docente in esubero o soprannumerario nell’anno scolastico 2016-2017 è assegnato a domanda a un ambito territoriale. Dall’anno scolastico 2016-2017 la mobilità territoriale e professionale del personale docente opera tra gli ambiti territoriali.

In pratica i docenti a tempo indeterminato non faranno parte della nuova legislazione sugli ambiti territoriali a meno che non presenteranno domanda volontaria di mobilità professionale e territoriale, ma anche se risulteranno sovrannumerari e dunque dovranno presentare la domanda di mobilità perchè costretti.

E dunque si assimila lo status di chi decide volontariamente di chiedere di spostarsi a quello dell’insegnante che vi è costretto, per cause indipendenti dalla sua volontà, e questo già fa riflettere sui principi ai quali si ispira la riforma.

Pertanto il docente sovrannumerario, assegnato ad un ambito territoriale, entrerà a far parte del mercato delle candidature (per i docenti non detinatari di alcuna proposta sarà l’Ufficio Scolastico regionale a decidere la destinazione), l’incarico avrà durata triennale, eventualmente rinnovabile per ulteriori cicli triennali. Riforma. Come funzionerà la chiamata? Dirigenti sceglieranno docenti anche senza abilitazione specifica. 10% di collaboratori . In sostanza si viene a perdere il meccanismo secondo il quale, al riformarsi del posto, secondo le attuale regole, è possibile rientrare nella scuola di titolarità.

Va detto che il DDL non affronta un caso molto comune, ossia quello in cui il docente risulta sovrannumerario solo per una parte delle ore. Come ci si comporterà in questo caso? Se ogni scuola avrà gli insegnanti di cui ha bisogno (testuali parole del Sottosegeretario Faraone), il sovrannumerario non servirà più perchè perde parte delle ore? Anche se ha lavorato benissimo, anche se è il migliore insegnante di quella scuola? Non sono principi in contraddizione?

Certo sarebbe impensabile, ma non impossibile ai chiari di luna della Commissione Cultura che il docente perda la titolarità nella scuola di appartenenza solo per una manciata di ore. Al contrario bisognerebbe specificare meglio quale potrebbe essere l’utilizzo di questi insegnanti, dal momento che il DDL sdogana la possibilità di insegnamento anche in classi di concorso per le quali non si è possesso di abilitazione, nonchè chiarire se gli organici continueranno ad operare per singola sede o ci si potrà considerare parte dell’Istituto di Istruzione superiore nel quale si insegna, al di là degli specifici indirizzi.

Tra l’altro, poichè sovrannumerari si può diventare ogni anno, possibilmente ci si dovrà inserire in scuole i cui POF saranno già stati approvati, e cercare quindi un “posto” per valorizzare le proprie competenze.

Al solito, come in tutto il DDL, non c’è alcun riferimento alle tutele per le categorie con riserva di legge.

Se riforma deve essere, anche le minuzie vanno pensate, per evitare che poi si trasformino in tagliole per gli insegnanti che incapperanno in tali trappole.

PS. Qualora il senso della norma fosse diverso (un miglioramento delle condioni del docente sovrannumerario) anzichè un peggioramento, saremo lieti di ospitare gli interventi degli Onorevoli che lo hanno proposto.

Tutti gli emendamenti approvati

La Buona Scuola

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