Il falso “merito” che scontenta tutti

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di Paolo Fasce, ReteScuole  24.9.2016

– Chiamandolo “merito”, si fa un danno al sistema. La collega che non prende il bonus si sente definire implicitamente come “non meritevole”, mentre semplicemente ha un part time, o altre priorità.

 

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Lo chiamano merito, ma è spesso mero compenso a chi fa. In breve, è un’integrazione al fondo d’Istituto che paga con un piatto di lenticchie il nostro lavoro accessorio.

Avrebbero potuto dire: “integriamo il fondo d’Istituto”. Invece hanno inventato sta cagata retorica del merito, col risultato che si incazzano tutti.

La collega coi figli piccoli che chiede il part time, ha altro a cui pensare che non ad assicurarsi una fetta del fondo d’Istituto. Non la vuole. Ha la testa altrove.

Non c’è la fila per fare il coordinatore di classe. Non c’è la fila per occuparsi di alternanza scuola/lavoro. Non c’è la fila per occuparsi di orientamento. Magari c’è un po’ di ressa per qualche corso di recupero, che viene pagato bene (e che interessa solo alcune materie), o altre cose redditizie che possono presentarsi. Come è naturale che sia.

Tuttavia, dicevo, chiamandolo “merito”, si fa un danno al sistema. La collega che non prende il bonus si sente definire implicitamente come “non meritevole”, mentre semplicemente ha un part time, o altre priorità.

Si incazza anche il collega che schizza fuori di scuola al suono della campana. E pure quello che “questo non è dovuto”, “quest’altro non è dovuto”. Ma ci abbiamo fatto il callo.
Ci sono, a mio parere, due problemi. Il primo è questa nomenclatura umiliante che finirà per demotivare il 75% di persone che non accedono al “merito”. Sempre più diranno: visto che non merito, arrangiatevi. Inducendo spirali perverse anticollaborative.

Il secondo, in alcuni casi molto più consistente, è quello della trasparenza di accesso alle funzioni. E’ un problema teorico, dove non c’è la fila. Un problema reale, dove ci sono i soldi, cioè dove si sgomita.

IMHO (in my humble opinion)

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[ l’hanno chiamato MERITO per riempirsene la bocca e stonare orecchie altrui. caratteristica della mala-buonascuola è quella di assomigliare a una scatolona infiocchettata ma piena di trucioli, segatura, chiodi arruginiti, scarti alimentari, scarpe vecchie scompagnate, …. con sopra scritto MERITO, BUONA, VALUTAZIONE, ECC.]

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