Il governo apre a modifiche del Ddl: deroghe ai 36 mesi di servizio per gli abilitati e meno poteri ai presidi

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di Claudio Tucci, Il Sole 24 Ore 21.4.2015

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Una “norma ponte” per consentire ai docenti precari della seconda fascia (non iscritti nelle graduatorie a esaurimento), con più di 36 mesi di servizio, di poter comunque fare supplenze il prossimo anno scolastico (mitigando quindi lo stop assoluto oggi previsto dal Ddl «Buona Scuola»). E un “ritocco” ai poteri dei dirigenti scolastici: nell’assegnazione dei 200 milioni di euro per premiare, in base al merito, il 5% degli insegnanti della scuola si dovrà tener conto anche dell’opinione del nucleo interno di valutazione dell’istituto, composto da docenti (e presieduto dal preside).

Il faccia a faccia con Renzi
Il premier, Matteo Renzi, ha incontrato ieri i parlamentari Pd e ha aperto a possibili modifiche del Ddl, su cui sono piovuti oltre 2mila emendamenti parlamentari (ben 423 sono targati “dem”).
Il presidente del Consiglio ha chiesto al suo partito di asciugare le proposte, confermando di voler chiudere la prima lettura alla Camera entro il 10 maggio. Renzi ha poi annunciato di voler spiegare, in una lettera a tutti gli insegnanti, i contenuti della riforma (entro maggio i circoli Pd saranno mobilitati per un giorno di informazione sul provvedimento) e ha criticato lo sciopero dei sindacati annunciato per il 5 maggio: «Stiamo assumendo 100mila precari, investiamo nell’edilizia, aumentiamo gli stipendi. Tutte buone ragioni per affermare che l’istruzione è al centro dell’azione di Governo. La scuola è delle famiglie e degli studenti, non dei sindacati».

Le richieste di modifiche
I parlamentari dem insistono per “correggere” l’articolo 12 del Ddl che vieta di assegnare supplenze ai precari con alle spalle più di 36 mesi di servizio (per evitare nuovi rilievi Ue). La modifica richiesta dal Pd consentirebbe una “deroga” al divieto solo per gli abilitati della seconda fascia delle graduatorie d’istituto e fino a quando non verrà bandito il nuovo concorso per 60mila posti (il servizio svolto avrà un punteggio aggiuntivo).
Il partito democratico chiede, poi, che si chiarisca che il preside è responsabile dell’attuazione del Piano dell’offerta formativa (e non ne è quindi l’estensore), e che nella definizione degli albi territoriali ci sia un maggior coinvolgimento delle realtà locali (per aumentare la corrispondenza tra profili professionali degli insegnanti e progetti didattici rivolti ai ragazzi). Da Ncd-Ap chiedono invece di rafforzare le detrazioni alle paritarie, incrementando gli importi e ricomprendendovi gli istituti superiori (il lavoro del sottosegretario, Gabriele Toccafondi, ha portato la detrazione finora fino alle medie). Sul 5 per mille si insiste invece per un fondo ad hoc per la scuola.«Non ci saranno stravolgimenti al Ddl – commenta la responsabile Scuola del Pd, Francesca Puglisi -. Il provvedimento, per la prima volta, investe ingenti risorse sulla scuola e ridà prestigio ai docenti. Su questi punti non faremo retromarce».

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