Il Pd ammette: l’alternanza-lavoro non decolla, question time a Giannini

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Alessandro Giuliani,  La Tecnica della scuola  27.10.2015.  

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Il potenziamento dell’alternanza scuola-lavoro non decolla: lo ammette il partito di maggioranza, il Pd, attraverso un’interrogazione rivolta al ministro dell’Istruzione Stefania Giannini.

“Le nostre scuole superiori stanno incontrando varie difficoltà con gli enti pubblici e privati per l’organizzazione dei percorsi di alternanza scuola-lavoro”, ha spiegato il Gruppo del Pd alla Camera al responsabile del Miur, che risponderà al question time mercoledì 28 ottobre.

“Per incrementare le opportunità di lavoro e le capacità di orientamento degli studenti, la Riforma prevede la loro attuazione negli istituti tecnici e professionali, per una durata complessiva, nel secondo biennio e nell’ultimo anno del percorso di studi, di almeno 400 ore e, nei licei, per una durata complessiva di almeno 200 ore nel triennio”.

Tra gli istituti superiori più a disagio vi sarebbero proprio i licei, che affrontano nella stragrande maggioranza dei casi le problematiche degli stage per la prima volta. Meno problemi, invece, stanno riscontrando tecnici e professionali, dove negli ultimi anni si sono svolte le attività di alternanza scuola-lavoro con fondi sempre più ridotti all’osso: quindi, si tratta di scuola dove c’è già l’abitudine ad operare senza particolari supporti. Quello dei fondi, tra l’altro, è uno dei problemi che la riforma dovrebbe aver superato, visto che proprio la Legge 107 ha previsto un fondo nazionale decisamente più alto, 100 milioni di euro l’anno, rispetto agli attuali finanziamenti (dopo poco superiori agli 11 milioni annui complessivi).

Il problema che riscontrano le scuole, quindi, è in prevalenza di tipo organizzativo. Lo stesso Gruppo del Pd a Montecitorio, spiega che “la scarsa conoscenza della normativa e una certa diffidenza nell’aprire certe istituzioni al mondo della scuola stanno ritardando questa parte importante della formazione scolastica: pertanto chiediamo al ministro di intervenire per rimuovere gli ostacoli e per dare certezze al percorso dei ragazzi”.

Ora toccherà a Giannini spiegare i motivi del ritardo dell’avvio del progetto nazionale.

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