Il prof di sostegno: «Il corso di formazione? Lo faccio sugli sci». Ma il preside gli nega il permesso

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di Valentina Santarpia, Il Corriere della sera, 12.2.2017

Un docente di sostegno di un istituto di Cesano Maderno chiede il nullaosta per partecipare ad un corso di formazione, autorizzato dal Miur, a Passo del Tonale, con lezioni di sci incluse. Il dirigente glielo nega. «Violato il mio diritto», denuncia il prof

Sei giorni in un hotel 4 stelle del club Alpitour, località Passo del Tonale, soggiorno in mezza pensione bevande incluse, skipass per 5 giorni, scuola sci due ore al giorno, per un totale di 475 euro. Un’ottima offerta per la settimana bianca dal 5 all’11 marzo? No, un corso regionale residenziale di formazione per docenti, in particolare per quelli di educazione fisica, e per dirigenti scolastici, dal titolo «Sci e tutela ambientale». A Carmine Nicoletti, docente di sostegno dell’istituto superiore Ettore Majorana di Cesano Maderno (Monza Brianza) non pareva vero di trascorrere così i suoi giorni di formazione obbligatoria. E ha inoltrato, come d’obbligo, la richiesta di autorizzazione al preside, specificando che si trattava di uno dei corsi ufficialmente riconosciuti dal ministero dell’Istruzione e che il Centro sportivo educativo nazionale, che lo organizza, è tra quelli ufficialmente riconosciuti dal Miur.

Il diniego

Pensava che l’autorizzazione fosse solo una formalità. E invece il dott. Antonio Cangiano ha inviato in risposta un diniego, «motivato dalla non congruenza della proposta formativa del corso rispetto al profilo professionale del prof. Nicoletti». Secondo il dirigente, la richiesta di formazione di Nicoletti non è «attinente al piano formativo», requisito stabilito dal collegio dei docenti dell’istituto per autorizzare i corsi. Una decisione, quella di Cangiano, «presa valutando il prevalente interesse dei due minori seguiti dal docente stesso». Apriti cielo. Nicoletti è infuriato.«Il dirigente deve limitarsi a cercare l’ente che eroga il corso nella direttiva Miur che accredita tutti gli enti di formazione qualificati. E poi il lavoratore deve naturalmente attestare di aver partecipato al corso. Stop. Semmai il preside può scrivere al Miur ed esternare le proprie rimostranze. Ma assolutamente non può negare, con accampate e pretestuose motivazioni, al lavoratore la fruizione di un importante diritto/dovere qual è quello della formazione». Nicoletti è così convinto delle sue ragioni che si rivolge ad un avvocato, Luigi Bernardi di Cantù, per tentare di conciliare col preside e ottenere la sua partecipazione al corso. E poi pubblica diversi articoli su siti sindacali e specialistici per denunciare l’affronto, a suo dire, subito.

«Non è un meccanismo automatico»

«La formazione è considerata servizio a tutti gli effetti- insiste Nicoletti – Il dirigente che non autorizza il docente a formarsi, non solo viola un diritto previsto dalla norma pattizia, ma impedisce al lavoratore di acquisire quelle competenze che servono ad accrescere le qualità professionali del docente». Ma non è che il prof voleva andarsene a sciare? «Se il ministero organizza questi corsi io posso farli…e poi se capita che porto un alunno disabile che faccio?», glissa Nicoletti. E in effetti spulciando le 99 pagine degli enti accreditati e qualificati dal Miur per svolgere i corsi di formazione si trovano le associazioni e i centri più svariati, dalla casa editrice musicale allo studio di consulenza psicologica, dallo studio commercialista all’Unione astrofili italiani. Ma non torna sui suoi passi Cangiano: «Il mio diniego è stato motivato, come prevede la legge. Sono un pubblico ufficiale e mi attengo agli atti». Ma che si fa col prof sciatore? «È lei a dirlo, a parlare per me è la mia decisione…non mi faccia dire cose che non posso dire. Ci sono i regolamenti- spiega Cangiano al telefono- ma poi un dirigente fa le sue valutazioni. Se fosse stato un meccanismo automatico, non ci sarebbe stato bisogno del nullaosta del dirigente, no?».

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