Immissioni in ruolo, come Renzi fa sparire le cattedre per le assunzioni. Sono 150mila

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  Elena Paola Piccolo,  Orizzonte Scuola  23.6.2015.  

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Leggendo l’articolo apparso stamattina sulla rivista “Metro”, ho potuto apprezzare l’approfondita analisi relativa ai posti in organico fatta dai Gessetti Rotti , ed ho anche scoperto che il ddl “la buona scuola” è pieno di tante cose non dette e tante cose non scritte.

Addirittura appare evidente che una gran quantità di posti in organico di fatto è stata sapientemente  nascosta al fine di farla riapparire nell’ambito  dei centomila posti “concessi” grazie alla grande riforma del secolo.

Un lavoro certosino, meticoloso che ha portato a dei risultati sorprendenti. Il gioco delle tre carte di Renzi è presto smascherato grazie ad un attento lavoro di incrocio dei dati forniti dallo stesso governo.

Scendiamo nel merito: Il documento allegato al ddl scuola che contiene i dettagli del piano di immissioni in ruolo parla di circa 52.000 posti da immettere in base alle disponibilità e circa 48.000 posti in organico dell’autonomia. Questi ultimi sarebbero i posti “inventati” da questa riforma. Quelli, per intenderci, che non possono essere creati se la riforma non passa.

Qui viene il bello. Mentre il contingente dei posti relativi al turn over (circa 18.500), l’organico di diritto (circa 16.800) e i posti aggiuntivi di sostegno (legge 104/2013 Carrozza, circa 9.000) corrispondono al vero, il contingente di circa 7.600 posti su organico di fatto e spezzoni denota un ammanco pesante ed inequivocabile.

Secondo informazioni del MIUR, lo scorso anno sono stati effettuati 127.500 contratti con scadenza al 30 giugno per le supplenze su posti vacanti . Stupisce come tutti questi contratti siano stati effettuati per soli 7600 posti. Salvo Amato dei Gessetti Rotti ha quindi elaborato un incrocio di dati partendo dalle informazioni erogate dal  MIUR e dalle disponibilità iniziali erogate sempre nello stesso periodo (2014) dai CSA di tutta Italia. Il risultato è stato che almeno 65.000 cattedre in organico di fatto sono state oggetto di contratto nell’anno scolastico che volge al termine. Cattedre intere o formate da due spezzoni al massimo. Inoltre, sono stati concessi decine di migliaia di contratti per piccoli spezzoni che di fatto non arrivano a comporre cattedra.
Ecco, quindi, che da un lato una fonte dello Stato, il Parlamento, scrive nel ddl che ci sono solo 7.600 posti in organico di fatto da immettere in ruolo, e, dall’altro, lo stesso MIUR eroga un documento analitico da cui si evince che le cattedre sono molte di più, circa 65.000.

Da qui sembra veramente che questo governo stia facendo il gioco delle tre carte. Da una parte si impegna a creare da zero 48.000 cattedre nel cosiddetto organico dell’autonomia per giustificare un ddl assurdo, e dall’altro poi sicuramente chiederà a questi 48.000 neo immessi in ruolo di occupare quei posti che ha adeguatamente nascosto nelle informative a corredo del ddl.

Nessun nuovo posto creato, quindi, e nessun bisogno di una riforma come questa per immettere in ruolo centomila docenti. I centomila posti ci sono già. Ai Gessetti Rotti ne risultano ben 109.266. Numero al quale aggiungere, secondo quanto previsto dalla riforma, altre 50mila cattedre circa per il potenziamento.

Si tratta, dunque, di un vero e proprio gioco delle tre carte che trasforma delle cattedre libere in  una concessione legata alla riforma, mentre i posti disponibili per le assunzioni sono già disponibili.

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