Immissioni in ruolo, fase C: organico funzionale ma non troppo

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Fabio Guarna  La Tecnica della scuola  Venerdì, 31 Luglio 2015.  

Se come pare profilarsi (ma c’è molta confusione sul punto e si attende una faq) il sistema di reclutamento nella fase “C” sarà modellato secondo la procedura adottata per la fase “B” è abbastanza facile intuire che esaurire le GAE sarà davvero difficile e che l’organico funzionale sarà meno “funzionale” alle esigenze della scuola di come si pensa, diversamente da come i promotori della buona scuola hanno fatto e fanno credere.

Non solo, ma si comprende anche come il D.S. a cui è stato affidato il compito di scegliersi i docenti, di fatto, dovrà rimandare alla prossima tornata di assunzioni l’esercizio dei nuovi poteri (chiamata diretta).

Al momento, per la fase C  il D.S. dovrà limitarsi ad indicare l’organico funzionale di cui ha intenzione di servirsi che a quanto sembra non sarà necessariamente quello che ha chiesto perché dovrà passare dall’approvazione da parte degli USR in quanto a questi ultimi è assegnato il compito di verificare le esigenze comunicate dalle scuole a livello di provincia. Pertanto non è detto che quelle risorse umane indispensabili a fare partire la buona scuola, siano proprio quelle che il D.S. ha chiesto. Ed anche se, l’organico funzionale richiesto, fosse approvato in toto dall’USR di riferimento, la scuola sarebbe comunque tenuta ad assumere un docente sulla base della graduatoria e non delle esperienze professionali e/o di vita.

Per fare un esempio, proviamo ad immaginare un istituto di scuola secondaria che intende promuovere una campagna di informazioni attraverso conferenze stampa, partecipazione a talk show, comunicati, per lanciare un progetto utile per il proprio territorio o per valorizzare un personaggio a cui  è intitolata la stessa scuola in occasione del centenario della nascita. Sarebbe senz’altro utile in questa circostanza avere in organico  un docente che  ha esperienze di comunicazione e magari anche giornalista pubblicista.

Il D.S. richiederebbe nell’organico funzionale un docente di lettere, ma avendo rilevanza esclusivamente la graduatoria, non potrà scegliersi un docente – giornalista. Così anche se nelle esigenze della scuola, c’è quella di potenziare la conoscenza delle lingue, offrendo durante il pomeriggio agli allievi, delle occasioni per conversare con un docente di lingua che sia anche madrelingua, il sistema di reclutamento della fase “C” se simile a quello dell a “B” non potrà assicurare che ciò accada. Ma resta un’altra questione importante su cui riflettere.

Se si prova a dare uno sguardo al numero degli aspiranti presenti a livello nazionale in alcune classi di concorso, si resterà allibiti, perché nonostante i suggerimenti del Ministero attraverso delle linee guida in cui prefigura la valorizzazione di alcune aree di insegnamento (es. lingua, educazione alla cittadinanza) è davvero difficile pensare che tutti gli aspiranti verranno assunti. Pensiamo, ad esempio,  alla classe di concorso A019 (materie giuridiche ed economiche), che conta circa 10.000 aspiranti (diconsi diecimila) su base nazionale iscritti nella GAE. Ci si chiede: saranno stabilizzati tutti i 10.000 aspiranti?

Un’operazione difficile anche riducendo il numero considerato che molti aspiranti dovrebbero essere assorbiti in altre graduatorie. Pertanto se si prova a dare una lettura del sistema di reclutamento elaborato per l’organico funzionale che non preveda la chiamata diretta, si arriva alla conclusione che distribuire su base nazionale un “indeterminato” (quanti saranno ad es. per l’A019?) numero di docenti, poco contribuirà al miglioramento generale della scuola. Il rischio è che molti docenti dell’organico potenziato si troveranno a svolgere le funzioni di supplente dei docenti assenti.

Si sarebbe potuto fare (come abbiamo già scritto), come avviene per i segretari comunali, ovvero i precari avrebbero dovuto essere stabilizzati sottoscrivendo un rapporto di lavoro con il Miur che avrebbe dato loro diritto ad uno stipendio base. Quindi, una volta assunti, facendo riferimento ad un albo nazionale dei docenti, gli insegnanti avrebbero dovuto essere individuati (chiamata dirette) dalle scuole per coprire i posti dell’organico dell’autonomia concretizzando con esse un rapporto di servizio.

Avrebbero potuto così contare oltre che sullo stipendio base anche su altri benefici economici da definire con apposita normativa. Dulcis in fundo: apprendiamo che  in merito alla fase “C” sul sito del Ministero saranno pubblicati ulteriori dettagli entro il mese di ottobre. Chissà?

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