Immissioni in ruolo, perché non unificare la fase B e quella C?

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Lucio Ficara   La Tecnica della scuola  Martedì, 28 Luglio 2015.  

A+B

Il timore di molti precari di vedersi scavalcati, anche nell’ordine di preferenza della provincia scelta, è molto evidente.

Infatti si moltiplicano le ansie e le preoccupazioni di chi si potrebbe trovare inserito in ruolo nella fase B, ma per mancanza di posti nella propria provincia di residenza e di graduatoria, in altra provincia d’Italia e chi invece si trova più indietro in graduatoria che si vede assunto sull’organico potenziato nella provincia in cui è inserito in Gae o nella regione in cui è inserito in graduatoria di merito del concorso 2012. Sta scattando una vera e propria psicosi per tutti quei docenti che si trovano di poco esclusi dalla fase A, ma probabili fruitori di un posto in ruolo nella fase B e quindi impossibilitati a giocarsi la partita per il ruolo sull’organico potenziato della fase C.
Questo è il timore di chi non vuole finire dall’altro capo della nazione, per poi vedere che chi lo segue in graduatoria si accomoda in una bellissima cattedra sotto casa. Quale soluzione per evitare tanto strazio e forse anche tanta ingiustizia? Un’idea sorge spontanea ed è giusto rilanciarla all’attenzione del Miur: “Perché non unificare la fase B e quella C ?” . Una richiesta di buon senso che potrebbe risolvere il problema e consentire a tutti, senza il cuore in gola, di presentare la richiesta di tutte le province italiane. Ci piacerebbe sapere dal Miur se è una proposta accettabile o se ci sono motivi ostativi ad unire due fasi che stanno dividendo fortemente i precari di tutta Italia

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