Immissioni in ruolo. Potenziamento basato sui precari delle graduatorie, non sui bisogni delle scuole

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Orizzonte Scuola  24.8.2015.

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Giuseppe Candido – Venerdì 14 agosto si è chiusa la procedura online di presentazione delle domande di partecipazione per le due fasi nazionali – le Fasi B e C – del piano straordinario di assunzioni della legge 107/2015, c.d. buona scuola. “Un ferragosto speciale”, ha commentato soddisfatto con un post su FB il presidente del consiglio Renzi.

“Un ferragosto speciale” ha scritto, “per quei 71.643 nostri connazionali che vivono un’estate diversa perché grazie alla legge 107, c.d. buona scuola, possono superare dopo anni e anni la condizione di precariato (…). Con la buona scuola – ha aggiunto nel suo post – 71.643 avranno la possibilità di coronare un sogno che altrimenti avrebbe richiesto lustri o decenni. … Per 71.643 persone – ha aggiunto ribadendo per una terza volta questo numero – “si apre una concreta possibilità, fino ad oggi negata e tradita da anni di disinteresse da parte della politica”.

Bene. Il tutto come se per il superamento del precariato nella scuola nulla centrasse la sentenza della Corte di Giustizia europea che – adita dai sindacati – lo scorso 26 novembre 2014 ha dichiarato illegittimo il reitero di contratti a tempo determinato oltre i trentasei mesi su posti vacanti e disponibili e che, pertanto, se non si fossero fatte le assunzioni a tempo indeterminato almeno dei posti del turnover e di quelli vacanti, si sarebbe messo a serio rischio l’avvio dell’anno scolastico.

Mentre Renzi esulta e la ministra dell’istruzione pure si dice soddisfatta delle 71.643 domande pervenute, i media di regime per non disturbare il governo nulla ci dicono delle quasi duemila cattedre che comunque rimarranno scoperte e letteralmente nascondono il fatto che molte delle domande presentate – secondo un’analisi di un’accreditata rivista come TuttoScuola – sarebbero di fatto inutilizzabili ai fini delle assunzioni poiché presentate da docenti della scuola dell’infanzia che non parteciperanno alla fase C del piano – quella del potenziamento – e per i quali ci saranno comunque pochissimi posti anche nella fase B; come pure nulla si dice del fatto che tra le 71mila domande presentate ci sono pure quelle fatte, in via cautelativa da coloro che non essendone sicuri magari sono stati già assunti nella precedente fase A che, in molte regioni, si è svolta di fatto contemporaneamente con la presentazione delle domande online; come pure nulla si dice dei molti precari abilitati che non hanno neanche potuto fare la domanda poiché -di fatto- sono stati esclusi a priori dalla legge buona scuola in quanto non inseriti nelle graduatorie ad esaurimento (parliamo degli abilitati con diploma magistrale, abilitati con i Tfa, con i PAS, e i laureati in scienze della formazione primaria).
L’argomento unico per i mass media di regime sempre più asserviti diventa la soddisfazione del premier e quella del governo. Amen.

Nulla si dice del fatto che degli oltre 100mila precari che avrebbero avuto il diritto perché inseriti nelle GaE, molti hanno comunque rinunciato a fare domanda. Per paura di essere deportati? O perché, comunque, le graduatorie ad esaurimento continueranno a rimaner valide per le classi di concorso non esaurite dal piano di assunzioni?

E non si dice che con la successiva fase C del piano, quella del potenziamento, sempre su base nazionale e solo dopo che le scuole tra settembre e ottobre avranno indicato i fabbisogni per il loro potenziamento, saranno assunti altri 55.258 docenti che serviranno a rafforzare l’offerta formativa ma ad anno scolastico iniziato o addirittura dall’anno scolastico 2016/17.

Quindi non soltanto é chiaro che i precari stabilizzati da settembre 2015 saranno solo 40-50mila, molti di meno dei famosi 100mila promessi, ma si capisce pure come il potenziamento della didattica non sarà basato sul reale fabbisogno delle scuole,
e quindi degli studenti, ma che, al contrario ed in barba al tanto sbandierato rafforzamento dell’autonomia scolastica, sarà ricondotto nei limiti degli aventi diritto e che, quindi, le scuole avranno esattamente bisogno proprio dei docenti che hanno presentato la domanda.

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