Inclusione scolastica: l’iter normativo dalle origini ad oggi

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 Docenti di sostegno, 14.3.2016

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– L’inclusione scolastica degli alunni con disabilità ha conosciuto fasi importanti nella storia della scuola e degli ordinamenti in Italia: dalla situazione originaria di esclusione da qualsiasi intervento educativo, alla separazione in scuole speciali, all’inserimento e all’integrazione nella scuola, fino alla prospettiva di inclusione nella scuola per tutti, secondo approcci progressivamente più aperti alla cura educativa di bisogni differenti, alle “integrazioni”, al plurale, di tutte le diversità.

L’ESCLUSIONE
Questo è senza dubbi il periodo più oscuro nel quale nessuna esplicita norma legislativa si occupa di una possibile collocazione di alunni disabili nel sistema scolastico, il quale, semplicemente, non li considera. Infatti nella Legge Casati del 1859 che sancisce la “nascita della scuola italiana” come scuola dello stato, sostituendo ed affiancando la Chiesa da secoli detentrice fino ad allora del monopolio dell’istruzione, si afferma la gratuità e l’obbligatorietà dell’istruzione elementare e l’uguaglianza dei due sessi di fronte alla necessità dell’istruzione ma senza riconoscere il diritto all’istruzione delle persone con disabilità.

L’ISOLAMENTO
La Riforma Gentile del 1928, l’obbligo scolastico fino al 14° anno d’età a tutti i ragazzi, compresi ciechi e sordomuti purché in assenza di altre patologie che ne impediscano l’ottemperanza. “In scuole speciali”.
La Legge n. 1859 del 31/12/1962 istitutiva della scuola media unica dove vengono previste:

  • le classi di aggiornamento dove possono accedervi gli alunni  che hanno bisogno di particolari cure per poter frequentare con profitto la prima classe di scuola media;
  • le classi differenziali – che invece accolgono gli alunni disadattati scolastici.

L’INSERIMENTO / INTEGRAZIONE
La Legge n. 118 del 30/03/1971 rappresenta il primo e fondamentale provvedimento legislativo in materia di inserimento dei soggetti disabili. L’art. 28infatti afferma: “L’istruzione dell’obbligo deve avvenire nelle classi normali della scuola pubblica, salvi i casi in cui i soggetti siano affetti da gravi deficienze intellettive o da menomazioni fisiche di tale gravi da impedirlo”.
La Commissione Falcucci del 1975  effettua il definitivo passo avanti sul piano istituzionale e psicopedagogico in materia di educazione speciale. Secondo tale Commissione occorre “superare qualsiasi forma di emarginazione degli handicappati attraverso un nuovo modo di concepire ed attuare la scuola.

L’INCLUSIONE
Il passo successivo è fondamentale, con la Legge 3 marzo 2009, n. 18 (pubblicata in G.U. n. 61 del 14 marzo 2009) il Parlamento ha autorizzato la ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e del relativo protocollo opzionale, sottoscritta dall’Italia il 30 marzo 2007. La Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 13 dicembre 2006.
L’obbiettivo è quello dell’inclusione sociale favorendo la piena ed effettiva partecipazione all’interno di essa anche se bisognosi di assistenza. La disabilità quindi vista come problema di tutti e non solo di una categoria. Questo tipo approccio ripropone i diritti all’istruzione, alla mobilità, alla salute, all’uguaglianza, al lavoro, alla non discriminazione e pone l’attenzione sulle modalità di affrontare la disabilità nel settore socio-sanitario, prevede il trattamento della disabilità non solo dal punto di vista medico ma secondo il modello bio psico sociale, che favorisca la piena ed effettiva partecipazione all’interno della società. Garantiscono un sistema di istruzione inclusivo a tutti i livelli ed un apprendimento continuo lungo tutto l’arco della vita.
La Lagge n. 170 del 8/10/2010 riconosce “la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia quali disturbi specifici di apprendimento (DSA)”
Da diritto all’uso di strumenti didattici e tecnologici di tipo compensativo (sintesi vocale, registratore, programmi di video-scrittura e con correttore ortografico, calcolatrice) e a misure dispensative, per permettere loro di sostituire alcuni tipi di prove valitative con altre equipollenti più adatte.
Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012  – BES – direttiva che  fa da ombrello per il mondo dei disabili, alunni DSA, disturbi evolutivi specifici, svantaggio socio economico linguistico e culturale.

Inclusione scolastica: l’iter normativo dalle origini ad oggi ultima modifica: 2016-03-14T22:16:08+00:00 da Gilda Venezia

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