Insegnanti con contratti a scatafascio e stipendi bloccati

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Lucio Ficara, La Tecnica della scuola  26.3.2016

– La chiamano “Buona Scuola” ma non si comprende come possa esistere una  “Buona Scuola” con docenti “stressati e infelici”. Infatti la situazione contrattuale dei docenti italiani è completamente sbilanciata a favore dell’Amministrazione  e ad aumenti di carichi di lavoro non corrispondono aumenti stipendiali.

Il potere contrattuale degli insegnanti è ridotto ai minimi termini, tanto che possiamo affermare che la situazione è allo scatafascio e gli stipendi sono bloccati da un decennio. Il contratto collettivo nazionale della scuola è fermo al 2006/2009, l’anno 2013 è ancora bloccato per quanto riguarda gli scatti di anzianità, le leggi 133/2008, 150/2009, 107/2015 e le future deleghe alla “Buona Scuola”, hanno stravolto profondamente quello che resta dell’attuale contratto scuola.

Dopo questa sequela di leggi invasive degli accordi contrattuali, il rinnovo del contratto scuola si dovrà scontrare inevitabilmente con una normativa caratterizzata da un pesante e nuovo dispositivo legislativo e da un autoritarismo dirigenziale senza precedenti. Eppure, subito dopo l’accordo sul lavoro pubblico sottoscritto l’11 maggio 2012, i sindacati sembravano ottimisti riguardo un’inversione di tendenza sul rinnovo dei contratti e sulla centralità del contratto anche a livello economico, invece  poi è arrivato Renzi e tutto è diventato incerto, nebuloso, complicato.

Adesso anche i contratti integrativi sulla mobilità sono diventati peggiorativi con l’introduzione degli ambiti territoriali e i sindacati hanno dovuto firmare un contratto sulla mobilità che deroga certamente rispetto alla legge 107/2015, ma che d’altro canto apre la strada agli ambiti e alla titolarità del docente su ambito.

Al momento il contratto sulla mobilità della scuola è al vaglio della Funzione Pubblica, che potrebbe sollevare delle osservazioni, che andrebbero a rivedere al ribasso il già poco confortante accordo sindacale che andava a salvaguardare i docenti soprannumerari e i docenti assunti in ruolo entro il 2014. In buona sostanza anche i contratti sulla mobilità dei docenti, sono peggiorativi e poi c’è il rischio anche della chiamata diretta dei docenti da parte dei dirigenti scolastici. Sulla chiamata diretta i sindacati sono totalmente contrari e non firmeranno niente che possa legittimarla, tuttavia la legge 107/2015 la prevede e quindi potrebbe materializzarsi con un atto unilaterale.

Nel mentre le azioni legislative peggiorano anche le condizioni di mobilità dei docenti, il rinnovo del contratto di lavoro langue, in attesa che entro il 2017 siano compiute le leggi delega ai sensi del comma 181 della legge 107/2015, che manderanno allo scatafascio completo il potere contrattuale dei docenti. Per quanto riguarda invece l’adeguamento economico degli stipendi degli insegnanti, l’intenzione è quella di premiare solo qualche “docente meritevole” dando a tutti gli altri solo 8 euro di aumento.

Insegnanti con contratti a scatafascio e stipendi bloccati ultima modifica: 2016-03-28T15:15:27+00:00 da Gilda Venezia

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